Dalla firma del 1996 al rilancio del 2026: ambiente, sviluppo e lavoro possono convivere

Il 29 marzo 1996 nasceva ufficialmente la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Trent’anni dopo, proprio oggi, domenica 29 marzo 2026, quel modello di tutela torna al centro del dibattito, ma con una prospettiva nuova: non più conservazione statica, bensì equilibrio tra ambiente e sviluppo.
Le celebrazioni organizzate da WWF Litorale Romano, Italia Nostra Litorale Romano, Legambiente Litorale Romano, LIPU Ostia Litorale, Cyberia Idee in Rete e FAI Lazio, presso il Centro visite dell’Oasi LIPU CHM di Ostia, rappresentano non solo un momento simbolico, ma anche l’occasione per rilanciare una visione moderna della Riserva.

Un territorio unico, fragile e prezioso, stretto tra la metropoli romana e il mare, che oggi più che mai necessita di strumenti aggiornati per essere tutelato e valorizzato.
Ed è proprio qui che entra in gioco la riperimetrazione.
Il Consiglio comunale di Fiumicino, lo scorso 16 gennaio, ha approvato la proposta di revisione dei confini della Riserva nell’ambito delle prospettive di sviluppo dell’aeroporto Leonardo da Vinci:
una scelta che segna un passaggio storico, perché introduce un principio chiaro — la tutela ambientale non può prescindere dalla realtà economica e infrastrutturale del territorio.
Altro che smantellamento: la riperimetrazione rappresenta un rilancio.

Parlano i numeri e i contenuti.
Il piano di sviluppo al 2046 prevede interventi capaci di coniugare crescita e sostenibilità: una redistribuzione dei voli per ridurre l’inquinamento acustico nei centri abitati,
un vasto programma di compensazioni ambientali con corridoi ecologici, recupero delle aree umide, ciclovie e BioVie, fino alla realizzazione di un parco archeologico di 85 ettari.
Non solo: opere per circa 300 milioni di euro, uno studio epidemiologico sugli impatti sanitari e un sistema di monitoraggio permanente.
Il tutto accompagnato da una prospettiva economica concreta: circa 13.000 nuovi posti di lavoro e oltre 5 miliardi di euro di valore aggiunto.

Di fronte a questo scenario, le posizioni contrarie appaiono sempre più politiche che ambientali.
Il sostegno del gruppo “Civica Ezio Sindaco” al ricorso del Comitato Fuoripista — con toni allarmistici sulla “rimozione dei vincoli” — sembra inserirsi in una strategia di opposizione più che in una reale proposta alternativa.
Una linea già vista: evocare lo spettro della speculazione senza confrontarsi con i contenuti di un progetto che, invece, rafforza proprio gli strumenti di tutela. Insomma il famoso “partito del NO”.

Perché il punto è uno: senza una pianificazione moderna, il rischio non è proteggere la Riserva, ma lasciarla esposta a pressioni incontrollate e a uno sviluppo disordinato.
La riperimetrazione, al contrario, mette ordine, stabilisce regole, introduce compensazioni e crea un equilibrio tra uomo e ambiente che è l’unica vera strada percorribile nel 2026.
A trent’anni dalla sua istituzione, la Riserva del Litorale Romano non viene tradita. Viene aggiornata, rafforzata, resa compatibile con il futuro.
E forse è proprio questo il modo migliore per celebrarla: non trasformarla in un monumento immobile, ma in un modello vivo di sostenibilità.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
