Il Dirigente di Anip-Confindustria: “Accendere i riflettori sul comparto dei Servizi necessario per garantire il funzionamento di infrastrutture critiche come ospedali, scuole e tribunali”
È questo l’obiettivo del convegno “Il valore del lavoro invisibile – Capitale umano e imprese per il benessere collettivo”, appuntamento tenutosi a Roma e promosso da Anip-Confindustria.
Un settore che, numeri alla mano, conta oltre 23mila imprese e dà lavoro a più di un milione di persone, ma che oggi si trova a dover affrontare sfide strutturali ed economiche non più rimandabili.

A lanciare l’allarme è Angelo Volpe, presidente di Anip-Confindustria e amministratore delegato de La Lucente SpA, azienda barese nel settore del cleaning e del facility management.
«I servizi sono ciò che permette a un Paese di funzionare ogni giorno.
Permettono agli ospedali di curare, alle scuole di far crescere i nostri figli, alle stazioni ferroviarie di accogliere milioni di cittadini e turisti, agli uffici pubblici di operare tutti i giorni.

Siamo eroi per un giorno durante le emergenze, come il Covid, per poi tornare invisibili. Eppure, parliamo di un settore che coinvolge più di 23.000 imprese e oltre un milione di lavoratori.
Ma oggi senza una revisione obbligatoria dei prezzi, l’unica leva per le aziende resta la riduzione delle ore lavorate, con un calo della qualità del servizio e un danno diretto ai cittadini.
In questo modo il lavoro povero nei servizi non si combatte: si istituzionalizza. Per questo proponiamo revisione obbligatoria dei canoni, un “Codice degli Appalti dei Servizi” e stop ai falsi miti sull’internalizzazione».

La proposta emersa dal convegno è quindi chiara: uscire dalla logica del massimo ribasso e della precarietà attraverso riforme concrete.
Creare un vero e proprio “Codice degli Appalti dei Servizi” che introduca meccanismi di revisione dei prezzi servirebbe per evitare che la qualità del vivere civile venga sacrificata mentre i bilanci pubblici sono sempre più rigidi.
Il rischio, come sottolineato da Volpe, è che l’invisibilità di questo lavoro finisca per danneggiare non solo chi lo presta, ma l’intera collettività.
Fattore M ufficio stampa
Riceviamo e pubblichiamo.
