Il cantautore genovese: “Una dichiarazione d’amore per la musica“
C’è un filo sottile che lega le generazioni della grande canzone d’autore italiana. Un filo fatto di parole, fragilità, ironia e verità. Con “Franco Califano”, in uscita il 23 gennaio in radio e su tutte le piattaforme digitali,
Francesco Baccini firma uno dei brani più intensi e personali del suo nuovo percorso artistico, rendendo omaggio a Franco Califano, figura centrale e irregolare della musica italiana.
A Novembre scorso Francesco Baccini fu ospite su TalkCity.it WebRadio presentando “Matilde Lorenzi” che è stato il primo brano a fare da apripista all’uscita del nuovo album
Quindi “Franco Califano” è il secondo estratto da Nomi e Cognomi Due, album di inediti atteso nel 2026 per Azzurra Music, e arriva a 34 anni da Nomi e Cognomi (1992), il disco che consacrò Baccini al grande pubblico e gli valse il riconoscimento del disco di platino.
Ma “Franco Califano” non è un semplice tributo celebrativo. Baccini sceglie una strada più complessa e autentica: un gioco di specchi in cui il racconto di Califano diventa anche riflessione su se stesso, sul mestiere dell’artista e sul senso profondo del fare musica.
Califano, uomo e autore spesso raccontato più per la sua vita sregolata che per la sua opera, viene restituito alla sua dimensione più vera: quella di un autore immortale, capace di lasciare un segno che resiste al tempo.

Il brano attraversa temi universali e profondamente umani: la solitudine creativa, il tormento interiore, la fragilità, ma anche la gioia pura del cantare.
La musica, in questo racconto, diventa rifugio e salvezza, energia vitale capace di trasformare il dolore in libertà.
«Quando canto io sto bene e sento di avere il canto nelle vene», canta Baccini, restituendo quella sensazione intima che ogni vero artista conosce: la musica come casa, come porto sicuro.

Dal punto di vista sonoro, “Franco Califano” si muove nel solco della grande tradizione cantautorale italiana, con un linguaggio maturo, consapevole, lontano da mode e scorciatoie.
Una scelta coerente con il messaggio del brano, che rifiuta la logica effimera della visibilità a tutti i costi per riaffermare il valore duraturo dell’opera.
«Alla fine cosa rimane di un artista? Non di certo la fama, i pettegolezzi o i like sui social», spiega Baccini.

«Si diventa immortali solo attraverso il ricordo delle proprie opere: finché qualcuno ascolterà le canzoni di Califano, lui rimarrà vivo. L’arte trascende il tempo e le persone, chi ha talento rimane».
“Franco Califano” è così molto più di una canzone: è una benedizione laica per chi scrive, suona e vive la musica.
Un omaggio sentito a un grande autore e, allo stesso tempo, una dichiarazione d’amore per la musica bella e vera, quella che non insegue il presente ma attraversa il tempo.
TalkCity.it Redazione

