Riabilitazione attraverso le arti marziali: a Ostia e Fiumicino un progetto con il karate per autonomia e benessere dei ragazzi

Sul litorale di Roma le arti marziali entrano nel percorso di riabilitazione dedicato ai giovani con disabilità.
Dopo hockey su prato, basket, pallavolo e golf, anche il karate diventa parte delle attività della Fondazione Roma Litorale Ets, realtà che da oltre quarant’anni opera tra Ostia e Fiumicino a sostegno di bambini e giovani adulti con disabilità del neuro-sviluppo, malattie rare e condizioni di fragilità.
Il nuovo progetto, intitolato “Il Karate come esperienza di sé”, coinvolge alcuni ragazzi del Centro Diurno della fondazione che partecipano a due allenamenti settimanali guidati dal maestro Alessandro Lorecchio,
cintura nera 1° Dan e allenatore della Federazione italiana arti marziali.

L’iniziativa nasce dopo una prima sperimentazione dedicata al judo e rappresenta un ulteriore passo nell’integrazione tra sport e percorsi terapeutici.
Secondo la dottoressa Daniela Pierlorenzi, responsabile del Centro Diurno della Fondazione Roma Litorale, si tratta di un’attività innovativa capace di unire mente e corpo.
“Lo sport, e in particolare le arti marziali, è un potente strumento di espressione non verbale – spiega – che aiuta a sviluppare consapevolezza corporea, regolazione delle emozioni e costruzione dell’identità personale”.

Il karate, fondato su valori come disciplina, rispetto e autocontrollo, si presta in modo particolare a un utilizzo educativo con persone con disabilità intellettiva.
L’obiettivo non è l’apprendimento tecnico fine a sé stesso, ma la possibilità di vivere il proprio corpo in relazione con gli altri, esplorando limiti e potenzialità e rafforzando la fiducia in sé.
Il progetto ha diverse finalità: promuovere l’integrazione psicofisica, favorire autonomia e sicurezza personale, sviluppare abilità motorie, cognitive e relazionali e contrastare l’isolamento sociale.

Particolare attenzione è dedicata al miglioramento degli schemi motori di base e allo sviluppo di ritmo, equilibrio e orientamento nello spazio.
“Lavoriamo costantemente per migliorare la qualità della vita dei ragazzi più grandi, così come dei più piccoli – afferma il direttore generale della Fondazione Roma Litorale, Stefano Galloni – integrando riabilitazione e sport per costruire percorsi individualizzati moderni anche all’interno della comunità.
Le caratteristiche di ogni persona sono strettamente legate alle inclinazioni individuali, in linea con i principi costituzionali che riconoscono lo sport come elemento centrale del benessere sociale”.

L’iniziativa conferma il ruolo crescente dello sport come strumento di inclusione e riabilitazione, capace di offrire nuove opportunità di crescita e partecipazione ai giovani con disabilità sul territorio del litorale romano.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
