Facilitatore digitale nel Lazio: dopo l’esperienza di Cerveteri anche Ladispoli offre assistenza gratuita per SPID, AppIO e servizi online
C’è un filo silenzioso che unisce i territori quando le buone pratiche smettono di essere episodi isolati e diventano esempi da seguire.
È ciò che sta accadendo sul litorale nord della Città Metropolitana di Roma, dove l’innovazione digitale sta trovando una dimensione concreta, fatta di persone, ascolto e supporto ai cittadini.
Dopo l’esperienza avviata a Cerveteri, anche Ladispoli attiva il servizio di Facilitatore digitale, una figura pensata per accompagnare i cittadini nell’utilizzo dei servizi online della Pubblica Amministrazione.

Non è un dettaglio tecnico ma un segnale culturale: aiutare le persone a non restare indietro in un mondo dove sempre più diritti passano attraverso una password, un’identità digitale o una piattaforma online.
A Cerveteri il servizio è diventato un punto di riferimento soprattutto nei centri anziani e negli spazi sociali della città, offrendo assistenza gratuita per orientarsi tra SPID, servizi sanitari digitali, piattaforme pubbliche e strumenti online ormai indispensabili nella vita quotidiana.
Ora anche Ladispoli sceglie di percorrere la stessa strada. Presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico di piazza Falcone è stato infatti attivato il servizio del Facilitatore digitale, un supporto gratuito rivolto a tutti i cittadini senza limiti di età.

L’obiettivo è fornire assistenza nella creazione e gestione degli strumenti di identità digitale più utilizzati, come SPID, AppIO e Carta d’Identità Elettronica (CIE), ma anche aiutare nella risoluzione di problemi legati ai servizi online nazionali o alle piattaforme comunali.
Il servizio rappresenta una risorsa concreta per chi deve svolgere pratiche amministrative che richiedono l’identità digitale.
Tra queste, ad esempio, la richiesta del bonus affitti, la cui scadenza è fissata al 20 marzo, oppure altre procedure amministrative che sempre più spesso si svolgono attraverso portali digitali.

Il Facilitatore digitale sarà attivo fino al 30 aprile e sarà presente presso l’URP dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12. Negli stessi giorni il servizio sarà disponibile anche presso il Centro sociale di via Milano 35 dalle ore 16 alle 18. Inoltre, nelle giornate di martedì e giovedì, il supporto sarà attivo anche nelle ore pomeridiane dalle 16 alle 18.
Uno degli aspetti più importanti dell’iniziativa è la semplicità di accesso: non è necessaria alcuna prenotazione. I cittadini possono presentarsi direttamente negli orari indicati e ricevere assistenza da una figura professionale competente.
In un tempo in cui sempre più servizi pubblici passano attraverso il digitale – dalla sanità ai bonus, dalle iscrizioni scolastiche alle comunicazioni con la Pubblica Amministrazione – il rischio di creare nuove disuguaglianze è reale.

Chi non ha dimestichezza con computer, smartphone o identità digitali può trovarsi escluso da opportunità e diritti. È proprio qui che la figura del Facilitatore digitale assume un valore sociale oltre che tecnico. Non è soltanto assistenza informatica, ma un ponte tra cittadini e istituzioni, tra tecnologia e vita reale.
Cerveteri e Ladispoli stanno indicando una strada concreta: portare l’innovazione vicino alle persone, nei quartieri, negli uffici pubblici, nei centri sociali. Non con slogan, ma con servizi accessibili e professionisti pronti ad accompagnare passo dopo passo chi ha bisogno di orientarsi.
Sono esempi virtuosi che meritano attenzione e che potrebbero essere replicati in molti altri comuni del Lazio e d’Italia. Perché la vera trasformazione digitale non si misura con il numero di piattaforme o di app, ma con la capacità di garantire a tutti la possibilità di usarle davvero.

A volte basta qualcosa di molto semplice: qualcuno seduto accanto a te che spiega con calma dove cliccare, come attivare un servizio, come recuperare una password. Non è solo assistenza tecnica. È inclusione.
Il rischio di questa distanza digitale era evidente già da tempo. Bastava osservare la vita quotidiana delle persone, ascoltare le storie di chi si trova davanti a uno schermo senza sapere da dove cominciare. Una realtà silenziosa che negli ultimi anni è entrata sempre più nel dibattito culturale e sociale.
Vedere oggi amministrazioni locali impegnate a colmare questo divario è un segnale importante. Significa che quel bisogno, che qualcuno aveva già raccontato e messo nero su bianco parlando proprio di chi rischia di restare indietro, sta finalmente trovando risposte concrete.
Perché la modernità di una comunità non si misura dalla velocità con cui corre la tecnologia, ma dalla capacità di camminare insieme, senza lasciare indietro nessuno.
Dino Tropea TalkCity.it Ladispoli
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.
Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.