Il Comune premia pittori da tutta Italia: copie museali nei negozi per omaggiare Merisi e il suo legame con Palo
Un Caravaggio tra le vetrine, nel cuore di Ladispoli. Succede ogni anno grazie a un progetto culturale che ha trasformato il centro commerciale naturale della città in una galleria d’arte diffusa.
L’iniziativa si chiama “Caravaggio in vetrina” e il prossimo 31 gennaio 2026 sarà il momento della premiazione ufficiale.
L’amministrazione comunale consegnerà targhe e medaglie agli artisti che hanno partecipato all’edizione di quest’anno, provenienti da diverse regioni italiane.

La cerimonia si svolgerà presso la nuova sala Rossellini di via Duca degli Abruzzi, uno spazio culturale ristrutturato e recentemente aperto al pubblico.
«Vogliamo ringraziare tutti gli artisti che, con passione e talento, hanno esposto le loro copie museali dei capolavori di Michelangelo Merisi nelle vetrine di viale Italia» – ha dichiarato Felicia Caggianelli, delegata all’arte del Comune di Ladispoli. «Grazie a loro abbiamo celebrato i 454 anni dalla nascita di Caravaggio con una mostra accessibile, visibile a tutti, che ha ricevuto consensi da residenti, turisti e commercianti».
In effetti, passeggiare tra i negozi e trovarsi davanti una copia perfetta del Bacco, del San Giovanni Battista o della Medusa è qualcosa che colpisce. Non si tratta di semplici riproduzioni, ma di vere e proprie copie d’autore, spesso realizzate con tecniche fedeli ai modelli originali, capaci di ricreare la forza luminosa e la drammaticità tipiche del maestro.

Artisti dalla Campania, dalla Puglia, dalla Toscana, da Roma e provincia si sono affiancati a pittori locali di Ladispoli e Cerveteri, dimostrando che l’arte può ancora uscire dai musei e vivere tra la gente.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi centrati dal progetto: portare la bellezza dove non la si aspetta, renderla parte del quotidiano.
Con l’edizione 2026 si chiude il quinto anno consecutivo dell’iniziativa. Secondo l’amministrazione, il bilancio è più che positivo. Il progetto è nato anche per tenere alta l’attenzione sul legame profondo tra Ladispoli e Caravaggio, che sbarcò sulla spiaggia di Palo. È lì che fu visto vivo per l’ultima volta, prima della misteriosa scomparsa.

Da questo episodio nasce un filo invisibile ma tenace che collega il territorio al grande artista. Un filo che oggi passa per le mani di pittori contemporanei, capaci di far rivivere nelle vetrine commerciali quadri conservati in collezioni private o perduti nei secoli.
Il progetto ha infatti permesso anche l’esposizione di opere scomparse o distrutte, che tornano a vivere attraverso la pittura.
E nel farlo, regalano al pubblico un’occasione rara: quella di incontrare Caravaggio sotto casa, tra un paio di jeans e una camicia in saldo. Per questo l’effetto è ancora più potente.

Il 31 gennaio, nella cerimonia di premiazione presso la sala Rossellini, saranno presenti il sindaco Alessandro Grando e i rappresentanti dell’amministrazione. Un gesto di riconoscenza verso chi ha saputo unire arte, memoria e partecipazione civica.
“Caravaggio in vetrina” non è solo un’operazione estetica. È una dichiarazione d’intenti. È il modo in cui una città può fare cultura fuori dai palchi, dentro le strade, accendendo la curiosità anche in chi non varca mai la soglia di un museo.

Dino Tropea TalkCity.it Ladispoli
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.
Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
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