Il caso approda al Ministero e in Procura
Nuovi documenti sul caso dell’abbattimento improvviso dei 68 cipressi che formavano la corona boschiva del Mausoleo di Augusto, nella centralissima Piazza Augusto Imperatore.
Il fatto, avvenuto lo scorso autunno e di cui tanto si è parlato sui social e sui media, ha fatto insorgere alcuni esponenti di spicco della comunità scientifica e della politica.
L’associazione CURAA ha depositato una denuncia in Procura e un esposto alla Corte dei Conti. Una perizia sul loro valore ornamentale, redatta dall’agronomo romano Francesco Coltellacci, quantifica il danno al paesaggio e alla comunità in 2,5 milioni di Euro.

Già il celebre Daniele Zanzi, interpellato da “Le iene”, aveva evidenziato un particolare inquietante e domani sarà ospite nella trasmissione La Voce degli Alberi su Talk City Web Radio per ribadirlo : dei 78 cipressi censiti e refertati dallo studio del CNR solo 11 erano da abbattere.
Perché allora la Sovrintendenza Capitolina, tra gli altri sostenitori delle motoseghe, aveva citato proprio questo studio per ” giustificare” il loro azzeramento ? Quando risultava che all’86% i cipressi erano da conservare, così anche secondo le prime prescrizioni della Soprintendenza di Stato ?

Un mistero che l’interpellanza urgente dell’ On. Fabio Rampelli al Ministro della Cultura Alessandro Giuli , aveva esemplificato con una battuta : i cipressi erano stati rimossi forse per fare posto a un “grattacheccaro” in cima al sepolcro dell’ imperatore?
“È uno scempio” aveva aggiunto la Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, ” ho chiesto spiegazioni, mi hanno dato tre versioni diverse”.
Ma la difesa dei cipressi dell’Imperatore è apartitica e bipartisan e ha nel Prof. Andrea Carandini uno dei suoi maggiori esponenti : “Erano esseri viventi , avevano 87 anni”. Il principe dell’archeologia non ha dubbi e lo dichiara urbi et orbi sul seguitissimo profilo Instagram dell’influencer Lorenzo Di Paola.

Questi i tre punti di Carandini : i cipressi vanno rimessi come erano e dove erano , nello stesso numero e della stessa specie , non i cipressi nani o cinesi , ci tiene a precisare. Niente rampe d’accesso o camminamenti, niente terrazze sugli anelli.
Occorre riabilitare la sistemazione di Munoz, proprio a tutela del monumento archeologico.
L’endorsement è indirettamente rivolto al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e domani, 13 gennaio, ci sarà un tavolo tra istituzioni con il Comune di Roma. Il Ministro ha il potere di fermare altri scempi.

Chi ha agito per eliminare la corona arborea, vincolata dalle leggi sul paesaggio e sui beni culturali, si è appellato anche a ragioni di “conservazione archeologica” e di ” leggibilità” del monumento,
ma questa narrazione scricchiola da tutte le parti e l’autorevole presa di posizione del Prof. Carandini giunge come una sentenza.

I cipressi devono tornare proprio a tutela delle vestigia originarie del Mausoleo.
Se parliamo di “musealizzazione”, aldilà della ristorazione, ai turisti – dice il Professore- “si può offrire una ricostruzione veritiera dell’originale augusteo attraverso un plastico”..
Jacopa Stinchelli. Redazione TalkCity.it
