Oltre 120 milioni in innovazione tecnologica per il futuro del Made in Italy agroalimentare

La crescita del settore Agri&FoodTech italiano continua a segnare record, con investimenti nelle startup che nel 2025 hanno superato i 120 milioni di euro.
A evidenziarlo è il Rapporto 2026 “La Trasformazione tecnologica dell’agroalimentare Made in Italy”, presentato alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
Il documento, promosso da Federalimentare e realizzato con il supporto di Confagricoltura e del Centro di Ricerca Luiss-X.ITE, sottolinea l’importanza strategica della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, per rafforzare la leadership del Made in Italy nel settore agroalimentare.

Secondo il Rapporto, le startup Agri&FoodTech attive in Italia sono aumentate da 550 a 571, con un ecosistema in espansione che comprende centri di ricerca, fondi specializzati, incubatori e acceleratori.
L’AI emerge come tecnologia abilitante, capace di migliorare efficienza, tracciabilità e sicurezza alimentare, mentre la filiera “dal campo alla tavola” vale oggi oltre 700 miliardi di euro, pari al 32% del PIL nazionale.
I rappresentanti delle istituzioni e dei principali fondi di investimento hanno concordato sull’urgenza di trasformare la ricerca e l’innovazione in capacità industriale concreta, puntando anche al rientro dei talenti italiani e allo sviluppo delle PMI.

Per il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Rapporto 2026 segna un nuovo primato: “Il Made in Italy poggia su solide filiere e si amplia a settori ad alto valore aggiunto, rafforzando la presenza internazionale delle nostre imprese”.
Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare, evidenzia che “l’innovazione sarà la chiave della competitività futura del settore agroalimentare, attraverso un ecosistema nazionale che unisca ricerca e industria”.
Gli esperti concordano: la sfida non è più solo avere nuove tecnologie, ma scalare le startup e integrare l’AI in tutta la filiera.

Marco Gaiani, del Fondo LINFA, sottolinea la necessità di costruire capacità di growth oltre al capitale iniziale, per garantire che le innovazioni del Made in Italy diventino leve concrete di competitività globale.
Il Rapporto 2026 conferma così il Made in Italy come motore di qualità, tradizione e innovazione, in grado di attrarre investimenti e rafforzare la leadership italiana nel mercato agroalimentare internazionale.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
