
Dalla carriera come Primo Ballerino al Teatro dell’Opera di Roma all’attività di insegnante anche a Civitavecchia ed Anguillara: il ricordo commosso di Steve LaChance e dell’intero movimento tersicoreo nazionale
La notizia è arrivata come un colpo al cuore, lasciando sgomento e incredulità nel mondo della danza.
Il maestro Francesco Milana è scomparso prematuramente, strappato all’affetto dei suoi cari, dei suoi allievi e di un intero movimento tersicoreo che oggi lo piange con profonda commozione.
A dare la dolorosa comunicazione è stato il coreografo e insegnante Steve LaChance, che attraverso la pagina Facebook di Milana ha condiviso il dolore di un’intera comunità artistica.
Un messaggio che in poche ore ha fatto il giro d’Italia, raccogliendo centinaia di testimonianze di stima e affetto.
Francesco Milana aveva iniziato il suo percorso nel 1979 presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, formandosi con maestri di altissimo profilo e distinguendosi fin da giovanissimo per talento, disciplina e sensibilità artistica.
Come allievo prese parte a numerose produzioni del Teatro dell’Opera di Roma, ricoprendo anche ruoli da solista in opere e balletti immortali come Aida, La Bella Addormentata, Giselle e La Silphide, lavorando accanto a nomi leggendari della danza internazionale.
Nel 1984 lasciò la Scuola per diventare Primo Ballerino del Balletto di Venezia di Gianni Notari, interpretando Coppelia in tournée. Dal 1987 al 2011 fu stabilmente al Teatro dell’Opera di Roma, dove ricoprì ruoli da Solista e Primo Ballerino, conquistando pubblico e critica con eleganza e rigore.
Negli anni successivi si dedicò con passione all’organizzazione e alla formazione: Stage Manager del Concorso Internazionale di Danza Città di Spoleto, collaborazioni con festival e, soprattutto, un’intensa attività di insegnamento in numerose scuole italiane.
Molto stimato nell’ambiente, Francesco Milana non era solo un professionista impeccabile: era un maestro capace di ascoltare, guidare, incoraggiare.
Ha insegnato anche a Civitavecchia ed Anguillara, lasciando un segno concreto nella crescita artistica di tanti giovani danzatori.
Chi lo ha conosciuto racconta la sua dedizione silenziosa, la precisione in sala prove, la generosità nel trasmettere esperienza e valori.
Per lui la danza non era soltanto tecnica, ma educazione alla bellezza, al sacrificio, alla verità del gesto.
Oggi il mondo della danza italiana perde un punto di riferimento.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, difficile da colmare. Restano le sue coreografie, gli spettacoli, gli allievi che continueranno a danzare anche per lui.
Alla famiglia, agli amici, ai colleghi e ai tantissimi studenti che lo hanno amato va l’abbraccio commosso di tutti coloro che credono nell’arte come missione.
Francesco Milana continuerà a vivere nei passi, nelle musiche, nelle luci di scena che ha attraversato con grazia e passione.
E in ogni allievo che, entrando in sala, porterà con sé un frammento del suo insegnamento.
Catia Maurelli. TalkCity.it Redazione
