Fiumicino. Votata in Consiglio Comunale la delibera che apre la partita vera

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Fiumicino. Votata in Consiglio Comunale la delibera che apre la partita vera

Cosa c’è scritto negli accordi tra Comune e Aeroporti di Roma

Il Consiglio comunale di Fiumicino ha approvato questa mattina la proposta di riperimetrazione del vincolo della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, nell’ambito del procedimento che riguarda le prospettive di sviluppo dell’Aeroporto Leonardo da Vinci.

Un voto che, al di là della sua natura formalmente tecnica, segna un passaggio politico decisivo: la riperimetrazione è stata approvata con i soli voti della maggioranza,

mentre l’opposizione ha scelto di non avallare un atto che costituisce la vera chiave di volta dell’intero progetto di ampliamento dello scalo.

La decisione assunta in aula non si esaurisce nel perimetro – fisico e simbolico – della Riserva.

Il cuore della partita è negli allegati alla delibera, nella documentazione che disciplina i rapporti tra Comune di Fiumicino, ENAC e Aeroporti di Roma (ADR).

È lì che vengono definiti impegni, contropartite e meccanismi di governance che legheranno il territorio a un percorso di sviluppo destinato a incidere per decenni.

La delibera autorizza il sindaco a sottoscrivere un Protocollo d’Intesa che viene indicato come “condizione di procedibilità” per le successive valutazioni ambientali (VIA, VINCA, VAS).

In altre parole, senza quell’accordo l’iter si arresterebbe. Ed è qui che il confronto politico si sposta dal “se” al “come”.

Lo schema di Protocollo disegna un orizzonte temporale di dieci anni, prorogabili, e ribadisce il ruolo dello scalo come hub intercontinentale strategico nazionale, in coerenza con il Piano Nazionale Aeroporti e con gli indirizzi del PNRR.

Su questa base, il Comune accetta di accompagnare lo sviluppo infrastrutturale, vincolandolo però a un sistema di compensazioni e controlli.

Secondo la documentazione, il valore complessivo degli interventi legati alla nuova configurazione aeroportuale – quarta pista, taxiway, terminal, viabilità, sistemi idraulici ed energetici – è stimato in circa 5 miliardi di euro.

ADR si impegna a destinare al territorio una quota compresa tra il 5% e il 5,5% di tali investimenti sotto forma di opere pubbliche strategiche: dal completamento delle complanari della A91 all’asse di connessione A12–A91, fino al collegamento rapido aeroporto-città e alla riorganizzazione della viabilità di Coccia di Morto.

A questo si aggiunge un contributo economico pari allo 0,5% degli utili annuali di ADR per cinque anni, da destinare a interventi di interesse comune individuati da un Comitato tecnico paritetico.

Sul fronte ambientale, il Protocollo tenta di rispondere alle criticità che nel 2019 portarono allo stop del progetto.

La riperimetrazione interessa circa 150 ettari di Riserva, compensati secondo il principio del “saldo zero” con l’annessione di nuove aree e la realizzazione di un parco archeologico di 85 ettari,

corridoi ecologici lungo via Coccia di Morto, interventi sulle aree agricole e umide di Maccarese, ciclovie e BioVie.

Elemento centrale è l’obbligo, a carico di ADR, di finanziare uno studio epidemiologico sugli effetti delle attività aeroportuali sulla popolazione, con l’impegno a intervenire qualora emergano criticità per la salute pubblica.

Il sistema di governance prevede un Comitato tecnico di coordinamento, presieduto dal sindaco di Fiumicino, con funzioni di monitoraggio sull’attuazione degli accordi, e un Comitato consultivo ambientale,

aperto anche a Ministeri e ARPA, dedicato al controllo degli impatti ambientali e acustici. Strumenti che rafforzano il ruolo del Comune, ma che pongono una domanda politica inevitabile sulla loro effettiva capacità di incidere nel tempo.

A poche ore dal voto, è arrivato il commento dell’amministratore delegato di ADR, Marco Troncone, che ha definito lo sviluppo dell’aeroporto «una priorità strategica nazionale e al tempo stesso un progetto di elevatissima rilevanza locale».

Troncone ha sottolineato come il pronunciamento del Consiglio comunale riconosca «con chiarezza e visione» la necessità di far crescere scalo e territorio in modo sinergico,

ribadendo l’impegno di ADR a operare «con responsabilità e spirito di servizio», avviando ora un percorso di soluzioni «concrete, condivise ed equilibrate».

Sulla stessa linea il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha definito la riperimetrazione «un primo importante passaggio» per accompagnare lo sviluppo di uno scalo che punta a raggiungere i 100 milioni di passeggeri.

Gualtieri ha evidenziato l’importanza di coniugare crescita e tutela ambientale, giudicando positivamente il principio del saldo zero e la creazione del parco archeologico,

oltre al potenziamento della rete viaria e dei collegamenti ferroviari a servizio dello scalo.

La maggioranza rivendica il voto come atto di responsabilità: senza una nuova configurazione infrastrutturale, l’aeroporto crescerebbe comunque, concentrando però gli impatti sulle piste esistenti e sui quartieri più abitati. L’opposizione parla invece di una forzatura che impegna il territorio per decenni senza un consenso politico ampio.

La verità, come spesso accade, è scritta nei documenti: la delibera non costruisce la quarta pista, ma lega il Comune a un patto complesso fatto di opere, compensazioni, promesse ambientali e ritorni economici.

Da oggi in avanti la partita non si giocherà più sul principio, ma sull’attuazione. Ed è su questo terreno che si misurerà, nei prossimi anni, il futuro di Fiumicino.

Corrado Orfini

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