In fermento i comitati pro e contro, tra allarmismi ambientali e la paura di perdere un’occasione irripetibile
Fiumicino si avvicina a uno dei passaggi più delicati e strategici della sua storia recente.
Il prossimo 13 gennaio, il Consiglio comunale sarà chiamato a ridiscutere e votare la riperimetrazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano,
un atto propedeutico e decisivo per consentire l’avvio dei lavori di ampliamento dell’Aeroporto Leonardo da Vinci con la realizzazione della quarta pista.

Un voto che arriva al termine di un iter lungo, complesso e fortemente dibattuto, e che segna di fatto l’ultimo miglio istituzionale prima del possibile via libera definitivo al progetto presentato da ENAC e Aeroporti di Roma (AdR).
Alla vigilia del Consiglio, il confronto pubblico si è nuovamente acceso.
Da una parte il Comitato FuoriPista, storico fronte del no, che ha ribadito con un articolato comunicato stampa le proprie preoccupazioni ambientali e sanitarie.
Dall’altra il Comitato InPista, espressione di cittadini e imprenditori favorevoli all’ampliamento, che rivendica l’opera come un’occasione irripetibile di crescita economica e occupazionale.

Due narrazioni profondamente diverse, che però convergono su un punto: la decisione non è più rinviabile e ora passa interamente dalle mani dell’amministrazione comunale.
Nel documento indirizzato ai consiglieri comunali, FuoriPista contesta nel merito il progetto, partendo dalla sottrazione di circa 150 ettari di Riserva per fare spazio alla nuova infrastruttura.
Secondo il Comitato, la compensazione proposta non sarebbe giuridicamente praticabile e parlare di “saldo zero” ambientale rappresenterebbe una forzatura.
Ma il cuore dell’allarme riguarda l’impatto sulla salute e sulla qualità della vita.

Analizzando le oltre 600 pagine di documentazione tecnica, FuoriPista mette in discussione la motivazione principale dell’opera – la riduzione del rumore – sostenendo che l’aumento del traffico potrebbe essere gestito anche con l’attuale sistema di tre piste.
Particolare attenzione viene posta sull’aumento dei sorvoli giornalieri che sarebbe sostanziale.
Un rumore forse meno intenso in termini di quota, ma continuo, persistente e distribuito sull’intera giornata, con un’estensione dell’area impattata che includerebbe anche il centro cittadino.
Uno scenario che, per il Comitato, trasformerebbe radicalmente la vita quotidiana di migliaia di residenti.

Di segno opposto la posizione del Comitato InPista, che in una lettera aperta al sindaco Mario Baccini, alla Giunta e al Consiglio comunale definisce la quarta pista come una scelta di interesse non solo locale, ma nazionale.
Secondo InPista, il sistema aeroportuale di Fiumicino è sostanzialmente fermo agli anni Settanta e rischia di perdere competitività rispetto agli altri grandi hub europei.
L’aeroporto, sottolineano, rappresenta il principale motore economico e occupazionale del territorio: “Fiumicino esisteva prima dell’aeroporto, ma non può esistere senza l’aeroporto”.

Il Comitato evidenzia inoltre gli interventi compensativi previsti, tra cui la realizzazione di un parco archeologico attrezzato di 85 ettari,
la riduzione della pista 1 e l’eliminazione dei decolli su quella direttrice, con una drastica diminuzione dell’inquinamento acustico su Isola Sacra e Focene.
A pieno regime, secondo le stime, l’occupazione crescerebbe fino al 60% in più, con benefici diffusi su tutto il litorale nord della Capitale.
Al di là delle opposte letture tecniche e politiche, il quadro che emerge è chiaro: il procedimento è ormai in fase conclusiva.

I comitati, pur rappresentando sensibilità reali e radicate, difficilmente potranno incidere sull’esito finale di un progetto sostenuto da enti governativi e inserito in una strategia di sviluppo nazionale.
La responsabilità passa ora al Comune di Fiumicino, chiamato a svolgere un ruolo cruciale di garante.
Garante del rispetto dei vincoli ambientali, della tutela della salute pubblica, del monitoraggio acustico e atmosferico, ma anche della qualità dell’occupazione promessa e della reale fruibilità delle opere compensative.

Il voto del 13 gennaio non sarà soltanto una scelta urbanistica o infrastrutturale. Rappresenterà una presa di posizione sul modello di sviluppo del territorio per i prossimi decenni.
Il progresso, come dimostra il dibattito acceso di queste settimane, è legittimo e necessario controllarlo, indirizzarlo, migliorarne gli effetti. Ma fermarlo, la storia ce lo insegna, è impossibile.
La sfida sarà far sì che l’aeroporto continui a essere una risorsa strategica non solo economica, ma anche compatibile con un alto standard di vita per chi a Fiumicino vive, lavora e crescerà negli anni a venire.
TalkCity.it Redazione


