Grande attesa non sull’esito finale, che sembra segnato, ma per i contenuti degli interventi
Oggi, nell’aula consiliare di Fiumicino, va in scena uno dei passaggi più delicati e politicamente rilevanti degli ultimi anni: il Consiglio comunale è chiamato a votare la delibera sulla riperimetrazione della Riserva naturale statale del Litorale Romano,
atto preliminare e indispensabile che apre formalmente la strada alla realizzazione della quarta pista dell’Aeroporto Leonardo da Vinci.

Un voto che, pur non autorizzando direttamente la costruzione dell’infrastruttura, ne rappresenta il primo passo ufficiale, quello che segna il passaggio dalla fase del dibattito a quella delle decisioni istituzionali.
Ed è su questo crinale che si misura oggi la tenuta politica della città.
La maggioranza che sostiene il sindaco Mario Baccini probabilmente si esprimerà compatta a favore del progetto, rivendicandone il valore strategico per il territorio e per l’intero sistema aeroportuale nazionale.

L’ampliamento dello scalo – autofinanziato da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, con un investimento complessivo da 9 miliardi di euro – ha un obiettivo chiaro: raddoppiare il traffico passeggeri, passando dagli attuali 50–51 milioni annui ai 100 milioni entro il 2046.
Anche se il Sindaco Baccini non ha mai nascosto l’intenzione di fare in primis l’interesse della comunità che rappresenta, in termini di compensazioni si, ma nel rispetto dell’impatto ambientale e della qualità della vita sul territorio comunale.
Secondo la maggioranza, Fiumicino non può permettersi di perdere competitività in uno scenario europeo in cui gli hub crescono rapidamente.

Un concetto ribadito anche dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha già espresso il proprio favore al progetto, a patto che siano garantite compensazioni ambientali reali e verificabili:
«Stiamo arrivando alla saturazione delle piste. Se vogliamo continuare a crescere, la quarta pista è necessaria: non solo per il turismo, ma per lo sviluppo economico dell’intera regione».
Il cuore della delibera riguarda circa 150 ettari oggi compresi nella Riserva, meno dell’1% dei 16 mila ettari complessivi dell’area protetta.

Secondo il principio del “saldo zero”, la superficie complessiva della riserva rimarrebbe invariata:
- da una parte, l’area interessata dalla nuova pista, in prossimità di Maccarese;
- dall’altra, la restituzione a verde di nuovi spazi e la creazione di un parco archeologico nelle aree riperimetrate.
A questo si aggiungono interventi di riqualificazione ecologica e paesaggistica e misure per il miglioramento dell’impatto acustico sulle zone abitate limitrofe allo scalo, uno dei nodi più sensibili per i residenti.

A sostenere l’impianto complessivo del progetto ci sono anche gli studi economici, come quello del Centro di ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” della Luiss Guido Carli.
Secondo le stime:
- 300 mila nuovi posti di lavoro in Italia, di cui 10 mila nella sola fase di costruzione;
- 70 miliardi di euro di valore aggiunto a livello nazionale;
- nel Lazio, 67 mila posti di lavoro e 18 miliardi di valore aggiunto, con oltre 13 mila occupati stimati a Fiumicino.
Lo studio mette in guardia anche dai rischi di eventuali ritardi: ogni rinvio potrebbe tradursi in una perdita economica stimata in 2 miliardi di euro.

Se il voto della maggioranza appare scontato, l’atteggiamento dell’opposizione è il vero elemento politico da osservare oggi.
Negli ultimi mesi, comitati civici e associazioni ambientaliste hanno espresso forti perplessità sull’effettiva sostenibilità del progetto, contestando la narrativa del “saldo zero” e chiedendo maggiori garanzie sul piano ambientale e sanitario.
Si è avuta la sensazione di una scelta più di bandiera che ragionata, ma quando si scrive la storia, si sa, non c’è spazio per chi non ha coraggio.

L’opposizione è chiamata a scegliere se attestarsi su un no netto, facendo propria la linea dei comitati, oppure se articolare una posizione più sfumata, capace di distinguere tra la critica al metodo e l’accettazione di un percorso ormai avviato a livello regionale e nazionale.
Una scelta che non passerà inosservata, che lascerà il segno anche se non significativa sul voto finale.
Il Consiglio comunale di oggi non è solo una seduta amministrativa: è un atto politico destinato a pesare nel tempo.
Dopo lo stop del 2019, quando il progetto fu bocciato per incompatibilità ambientale, il dossier è tornato sul tavolo con una veste nuova e con un consenso istituzionale più ampio.

Nel frattempo, il Leonardo da Vinci è cresciuto: nel 2025 ha superato 51 milioni di passeggeri, è stato confermato da ACI Europe come miglior aeroporto d’Europa, conta 100 compagnie aeree, 240 destinazioni e collegamenti con 80 Paesi.
Oggi Fiumicino decide se accompagnare questa crescita o se provare a frenarla.
Il voto sulla riperimetrazione non chiude il dibattito, ma segna il punto di non ritorno: da oggi, la quarta pista non è più solo un progetto. È un percorso ufficialmente iniziato.
Corrado Orfini

