Parole che riportano al centro un tema ormai ricorrente nella vita pubblica: il confine tra il diritto di critica e l’aggressione personale. Un confine che, soprattutto sui social network, appare sempre più labile

Negli ultimi giorni l’assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino, Stefano Costa, è stato oggetto di pesanti attacchi sui social network, accompagnati – come denuncia lui stesso – da insulti e frasi cariche di odio.
Una situazione che ha spinto l’amministratore a prendere una decisione netta: rivolgersi alle sedi competenti per tutelare la propria persona.
«Negli ultimi giorni sono stato oggetto di pesanti attacchi sui social network, accompagnati da insulti e frasi cariche di odio, da parte di una persona non nuova a questo modo di “confrontarsi”. Al di là del ruolo istituzionale che ricopro credo che questa volta sia stato superato il limite umano», dichiara Costa.

Dal profilo Social dell’Assessore Stefano Costa:

“Questo è il commento di un galantuomo sotto un mio video, rivolto alla mia persona, lo stesso galantuomo che tempo fa, utilizzando simile modalità disse che di conseguenza l’avevo messo alla gogna mediatica, portando all’attenzione le sue esternazioni e poi eccolo di nuovo. Senza parole“
«Il confronto fa parte della vita democratica e del dibattito pubblico – prosegue l’assessore –.
Tuttavia ciò che si è verificato in queste ore non ha nulla a che vedere con il diritto di critica: si tratta di un uso delle parole che mira esclusivamente a colpire e a delegittimare la persona».
Per questo Costa ha deciso di procedere con una denuncia formale. Una scelta che, come sottolinea lo stesso assessore, non nasce da un intento intimidatorio né dalla volontà di limitare il dibattito online.

«Non lo faccio per intimidire qualcuno o per mettere in discussione l’uso democratico dei social network, che rappresentano un grande strumento di partecipazione e di libertà nella società moderna.
Lo faccio perché ritengo che l’uso incontrollato e violento delle parole ai danni delle persone debba essere contrastato con fermezza da tutti, indipendentemente dallo schieramento politico».
Il caso riaccende anche il dibattito sul clima politico che accompagna l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Baccini, insediatasi dopo una vittoria elettorale netta già al primo turno.

Da allora, osservano molti esponenti della maggioranza, una parte dell’opposizione ha scelto soprattutto il terreno dello scontro social, con toni spesso molto duri.
Una modalità di confronto che rischia però di produrre l’effetto opposto a quello auspicato dalla politica: allontanare i cittadini.
La violenza verbale – o scritta, come nel caso dei social – finisce infatti per trasformare il dibattito pubblico in uno scontro personale permanente che, secondo noi, diventa un boomerang per chi la usa.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione

