Dopo oltre un anno ancora nubi sulla morte del padre Antonio
<<Nel 2024, a ridosso di Natale, morì improvvisamente Antonio Castriota.
La Polizia mortuaria sequestrò frettolosamente la salma per accertamenti autoptici.
Antonio letteralmente scomparve perché l’ospedale San Paolo non eseguiva l’esame e la salma di Antonio non fu mai più vista dai parenti poiché a conclusione delle operazioni, dopo 18 lunghissimi interminabili giorni, le condizioni del corpo erano ormai impresentabili.

I familiari di Antonio scoprirono nell’occasione che l’ospedale di Civitavecchia, sede di tribunale e gravato di un traffico crocieristico di circa tre milioni di passeggeri l’anno, non effettuava autopsie in proprio ma le affidava ad altre strutture.
Da qui la ricerca per sapere dove fosse finito il corpo del loro congiunto, sottoposto all’esame presso l’istituto di Tor Vergata di Roma con la diagnosi di morte naturale.
La questione ebbe vasta eco sulla stampa e sui social locali, attirando anche l’attenzione del sindaco Marco Piendibene, intervenuto con una lettera indirizzata all’allora direttore generale della Asl Roma 4, competente sul San Paolo, con richiesta di spiegazioni.

Adesso, a oltre un anno dall’accaduto, sarebbe opportuno far sapere ai contribuenti di Civitavecchia se le autopsie vengono finalmente eseguite in proprio dal locale ospedale,
oppure continuano a essere date in “appalto” come se si trattasse di un bar o di un’impresa di pulizie.>>
Nicola Castriota
Riceviamo e pubblichiamo

