Il Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia avverte: “La teoria di Laffer ignorata a Civitavecchia: la nuova rottamazione crea più problemi che vantaggi”

A Civitavecchia, la nuova regolamentazione della rottamazione delle cartelle delle imposte locali rischia di diventare un vero boomerang per cittadini e Comune.
Il problema principale? La rata minima imposta di 150 euro, scelta che contraddice le reali esigenze dei contribuenti e limita l’efficacia del provvedimento.
Come spiega Giancarlo Frascarelli, Vicepresidente del Consiglio Comunale, il paradosso nasce dall’ignoranza della teoria di Laffer, il celebre economista che dimostrò come l’aumento eccessivo della pressione fiscale riduca il gettito complessivo per l’amministrazione pubblica.

“Laffer lo conoscono tutti… tranne gli amministratori di Civitavecchia”, commenta un cittadino, frustrato dall’impossibilità di aderire a una rottamazione più sostenibile.
In pratica, il nuovo regolamento impone rate troppo alte, costringendo i contribuenti a rinunciare alla rottamazione e proseguire con piani di pagamento meno vantaggiosi.
Il risultato? Nessun beneficio per i cittadini e nessun aumento delle entrate per il Comune, confermando il cosiddetto effetto “a campana” di Laffer.

Frascarelli sottolinea come questa scelta dimostri una grave disconnessione tra amministratori e realtà cittadina.
I tre anni di mandato in corso rischiano di essere caratterizzati da inefficienze che penalizzano la comunità, nonostante i ripetuti tentativi di spiegare la situazione in consiglio comunale.
Il caso della “quota 150 euro” diventa così un esempio concreto di come ignorare i principi economici di Laffer possa trasformare un provvedimento pensato per aiutare i cittadini in difficoltà in un vero ostacolo per il Comune stesso.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
