Una ferita aperta e insanabile tra Comune e cittadini. Qualcuno grida… “Assassini!”
A Civitavecchia è successo tutto in poche ore.
Ieri la piazza si era riempita di cittadini, famiglie, residenti e attivisti: un presidio spontaneo per difendere quegli alberi secolari che da decenni rappresentavano non solo un elemento di arredo urbano, ma un pezzo di memoria collettiva.
Poi, questa mattina all’alba, la doccia fredda. O forse sarebbe meglio dire un colpo di scure.
I dipendenti comunali sono entrati in azione quando la città dormiva ancora.
Motoseghe accese, transenne, intervento rapido. Una scelta che molti definiscono tutt’altro che casuale: agire all’alba per evitare la protesta.

Ma qualcuno è arrivato lo stesso, allertato in fretta e furia. E lì, davanti a quegli alberi che cadevano uno dopo l’altro, sono partite le urla: “Assassini!”.
Una parola forte, durissima. Ma che racconta perfettamente il clima che si respira oggi in città.
Perché qui non si tratta solo di un intervento di riqualificazione urbana. Qui si parla di un conflitto aperto tra amministrazione e cittadini.

Da una parte il Comune, deciso ad andare avanti con il progetto di ristrutturazione della piazza. Dall’altra una parte della città che chiedeva, semplicemente, di essere ascoltata.
E invece no. Nessun passo indietro, nessuna vera apertura al confronto.
Probabilmente verrà rispettata la richiesta di salvare almeno parte degli alberi, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: una piazza mutilata, privata della maggior parte della sua anima verde.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: vale davvero la pena “riqualificare” cancellando ciò che rende un luogo vivo e riconoscibile?
Per molti cittadini la risposta è già arrivata, tra rabbia e amarezza. E pesa come un macigno: questa non è riqualificazione, è cancellazione.
E ora resta solo una certezza. Quasi tutti gli alberi di Piazza Regina Margherita non ci saranno più.
E con loro, forse, è stato abbattuto anche un pezzo di fiducia tra istituzioni e comunità.
TalkCity.it Civitavecchia

ce poco da commentare,per gli interessi non si guarda in faccia nessuno,si pensava che questa spece di sindaco fosse migliore,ma ci sbagliavamo,tutto per il dio danaro,