Il 3 febbraio la città celebra il Patrono San Biagio in un clima di raccoglimento e silenzio condiviso

San Biagio Anguillara Sabazia oggi non è solo una ricorrenza religiosa. È un giorno che arriva mentre la comunità è attraversata da un dolore profondo, ancora aperto. Proprio per questo la festa del Patrono assume un significato diverso, più essenziale.
Lo ha ricordato il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, in un messaggio pubblicato sui social alla vigilia delle celebrazioni.
«Non è solo una tradizione, ma un momento di raccoglimento sincero, di silenzio e di affidamento. Un’occasione per sentirci comunità, per stringerci gli uni agli altri».

Parole che chiariscono il senso di una giornata che, quest’anno, chiede meno formalità e più presenza.
La celebrazione di San Biagio Anguillara Sabazia prevede la processione cittadina e la Santa Messa, alla presenza del Vescovo. Tuttavia il centro della giornata non è il rito in sé, ma ciò che rappresenta: fermarsi, camminare insieme, condividere pensieri e fragilità.
Nel suo messaggio, il sindaco invita la città a vivere questo momento come un cammino collettivo. Un cammino fatto di passi lenti, dedicati a chi soffre, a chi non c’è più e a chi oggi si sente più vulnerabile.

Il riferimento al dolore che ha colpito Anguillara resta volutamente sobrio. Non c’è retorica, né spettacolarizzazione. C’è invece la consapevolezza che una comunità si misura soprattutto nei momenti difficili.
«Un gesto semplice ma forte, per ricordarci che Anguillara è una comunità che sa stringersi e sostenersi», scrive ancora Pizzigallo.
Affidare la città a San Biagio, oggi, significa chiedere protezione ma anche ritrovare un senso di unità. Significa riconoscere che il dolore non si supera da soli e che i riti collettivi servono anche a questo: a non sentirsi isolati.

La festa di San Biagio Anguillara Sabazia, in questo contesto, diventa quindi uno spazio civile oltre che religioso. Un tempo condiviso in cui la città si guarda, si riconosce e prova a andare avanti insieme.
In un momento in cui la città è ancora scossa, la celebrazione diventa anche un tempo condiviso di silenzio, rispetto e ricerca di serenità.

Dino Tropea TalkCity.it Anguillara Sabazia
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.
Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.