CNA: “A Vetralla una fabbrica di cioccolato dove l’esperienza è protagonista”
C’è un angolo della Tuscia in cui il cioccolato non è solo un prodotto, ma un viaggio.
È a Vetralla, al civico 13 di via Aurelia bis, dove Mary Frau ha dato vita a una piccola “fabbrica” artigianale capace di ricordare da vicino l’universo fantastico di Willy Wonka.
Senza biglietti d’oro, ma con tanta curiosità e voglia di lasciarsi sorprendere.

Mary Frau, 44 anni, è un po’ la Willy Wonka locale: nel suo laboratorio inventa combinazioni sempre nuove, trasforma il cioccolato in racconto e costruisce attorno alle sue creazioni un’atmosfera che rende ogni visita un’esperienza unica.
«La mia passione è nata da piccola, mangiandolo», racconta. Un amore che, con il tempo, è diventato una professione vera e propria.
Fa questo mestiere da 13 anni e il suo percorso l’ha portata a lavorare in diverse realtà, da Orvieto al Marocco, dalla Sardegna all’Emilia Romagna, fino al Lazio.

Da sei anni, però, la sua casa è Vetralla, dove ha aperto Cioccolato Frau, impresa associata alla Cna. Qui il cliente non viene accolto subito: prima osserva, sceglie, si immerge nel “mondo” del locale.
Solo dopo Mary esce dal laboratorio sul retro e si presenta, come in una piccola messa in scena che rende tutto più speciale.
Le sue creazioni nascono da basi di altissima qualità. «Uso il cioccolato Valrhona, un’azienda francese tra le più importanti al mondo, con oltre cento anni di storia.

Da lì parto e trasformo tutto nel mio laboratorio». Il processo è lento e richiede attenzione: temperatura, umidità, cristallizzazione. Il cioccolato, spiega, ha i suoi tempi e va rispettato.
Uno dei punti di forza di Mary Frau è la varietà. Nulla resta uguale troppo a lungo.
«Produco in base a quello che sento. Anche tornando dopo pochi giorni si possono trovare cose diverse. Non voglio fare sempre le stesse cose, altrimenti il lavoro diventa meccanico».

Non a caso, i clienti entrano e la prima domanda è sempre la stessa: “Cosa hai fatto di nuovo?”.
La fantasia non ha confini e spesso nasce dal dialogo. «Parlando con le persone, ascoltando quello che vorrebbero mangiare. Creiamo insieme».
A volte l’ispirazione arriva anche in famiglia. Come nel caso delle patatine glassate al cioccolato, nate quasi per gioco con la figlia Ginevra durante una serata cinema. «Il giorno dopo le ho fatte. Sono finite subito, ora me le richiedono».

Da Cioccolato Frau si scopre anche che il cioccolato non è solo fondente, al latte o bianco. «Esiste anche il biondo», spiega Mary. «Ha una nota di caramello, è delicato ma crea dipendenza».
E nel logo del laboratorio non a caso compare un cavallino a dondolo: «Quando mangi il cioccolato ridiventi bambino, tornano i ricordi. È questo il suo spirito: deve essere un’esperienza».
Le prospettive guardano avanti: farsi conoscere sempre di più e accompagnare le persone dentro questo mondo fatto di gusto, lentezza e attenzione.

«Bastano dieci minuti qui dentro per sentirsi coccolati, come se ci si discostasse un po’ dalla realtà». E forse è proprio questo il segreto di Mary Frau: ricordare a tutti che il cioccolato, come diceva Willy Wonka, conta soprattutto per le persone con cui lo si condivide.
TalkCity.it Redazione

