Allumiere. Il giorno dopo… Alessio Sgriscia: “Uno tsunami politico che va oltre le dimissioni di Landi”

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Allumiere. Il giorno dopo… Alessio Sgriscia: “Uno tsunami politico che va oltre le dimissioni di Landi”

La Consigliera Regionale di FdI Emanuela Mari si spende a difesa del Sindaco dimissionario. Alessio Sgriscia: “Noi di Fratelli d’Italia non eravamo più nella maggioranza di Landi”

La politica ad Allumiere vive uno dei suoi momenti più difficili.

Le dimissioni di Luigi Landi da sindaco non arrivano come un fulmine a ciel sereno, ma come l’epilogo inevitabile di una crisi annunciata.

I numeri, implacabili, hanno presentato il conto a un primo cittadino rimasto uomo solo al comando, privo di una maggioranza capace di sostenere l’azione amministrativa. La fascia tricolore, a quel punto, non poteva che cadere.

È il certificato di un fallimento politico totale, più che amministrativo: perché quando si governa senza più una squadra, senza più una visione condivisa e senza più i voti necessari, la sconfitta è prima di tutto politica.

E Allumiere, oggi, rischia di pagarne le conseguenze.

A sorprendere – ma fino a un certo punto – è stata la difesa pubblica di Landi da parte della consigliera regionale Emanuela Mari di Fratelli d’Italia.

Una presa di posizione netta, che tenta di spostare il baricentro della crisi addossando le responsabilità alla sinistra locale.

C’è da sottolineare, come ha precisato il Consigliere Comunale Alessio Sgriscia in diretta alla nostra webradio, che Fratelli d’Italia è stata messa alla porta dal Sindaco Landi, e quindi non da considerare di maggioranza.

Quindi quella della mari sembrerebbe un’operazione politica ardita, quasi acrobatica.

La crisi di Allumiere nasce dentro la maggioranza, nei rapporti interni, nelle fratture insanabili che hanno isolato Landi fino a costringerlo alle dimissioni.

Attribuire tutto a un complotto dell’opposizione (così come ha dichiarato la Mari in un post social) appare più come un tentativo di salvare una figura ormai politicamente logorata che una lettura credibile dei fatti.

La domanda, inevitabile, è un’altra: quanto Emanuela Mari stima davvero Luigi Landi, se decide di sposarne una causa che appare persa in partenza?

E soprattutto, quanto pesa questa scelta sulla credibilità politica della stessa consigliera regionale, eletta grazie a un elettorato di Fratelli d’Italia che l’ha portata fino a Via della Pisana?

Nelle stanze della politica locale circola ormai con insistenza un retroscena: dietro questo carosello inverosimile si celerebbe un accordo già rodato per riciclare Landi come candidato sindaco a Santa Marinella.

Non in quota partitica, ma sotto le insegne rassicuranti di una lista civica trasversale, capace – nelle intenzioni – di superare le macerie lasciate ad Allumiere.

Se così fosse, la mossa avrebbe un effetto collaterale pesantissimo: Emanuela Mari sposando la causa Landi finirebbe per voltare le spalle alle linee politiche chiare e consolidate del partito locale.

Siamo davanti a un esercizio di fantapolitica o a un azzardo che qualcuno sta davvero considerando?

La sensazione è che, nel tentativo di salvare una carriera politica in evidente difficoltà, si stia giocando una partita ad altissimo rischio.

Perché l’elettorato, soprattutto quello di Fratelli d’Italia, riconosce la coerenza e punisce le operazioni opache, le scorciatoie, i travasi di responsabilità.

Il “caso Allumiere” non è solo la caduta di un sindaco. È uno specchio impietoso di come le scelte sbagliate, difese peggio, possano trascinare con sé anche chi decide di schierarsi senza una bussola chiara.

E a Santa Marinella, come ad Allumiere, la memoria politica degli elettori potrebbe essere molto più lunga di quanto qualcuno immagini.

Corrado Orfini

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