Via Lizzera, il PD chiede chiarezza su autorizzazioni, pasti esterni e mancata informazione alle famiglie

Un mese fa tagli di nastro, inaugurazioni e celebrazioni per la scuola di via Lizzera, ristrutturata e dotata di una nuova cucina per la mensa scolastica.
Foto, annunci e complimenti. Tutto bellissimo, almeno sulla carta.
Poi, però, arriva la realtà. E la realtà presenta il conto.
A tre settimane dall’inizio del servizio mensa, alcuni genitori ci contattano perché hanno scoperto che ai bambini vengono serviti pasti provenienti da un catering esterno.
Pasti di cui le famiglie non erano state informate, sulla cui provenienza chiediamo chiarezza e che, secondo quanto ci viene segnalato, arrivano freddi e spesso non vengono mangiati dai bambini.
Anche il menù? Le famiglie lo scoprono giorno per giorno.

Avete capito bene: una mensa appena inaugurata, una cucina nuova di zecca e i genitori che devono arrangiarsi per capire che cosa mangiano i propri figli.
E nessuno si è preoccupato di informarli.
Ieri sera, durante il Consiglio comunale, chiediamo spiegazioni alla sindaca. La risposta? C’è un problema con il gas. Italgas non avrebbe dato il benestare all’utilizzo dell’impianto perché, a quanto riferito, «la pratica non è stata fatta bene».
Una frase che apre interrogativi enormi.
Com’è possibile inaugurare una scuola celebrando la nuova cucina della mensa senza aver prima verificato che fosse effettivamente utilizzabile? Quando è emerso il problema? Chi doveva occuparsi delle pratiche? E soprattutto, perché le famiglie non sono state informate immediatamente?
Nel frattempo, tra problemi burocratici e questioni legate ai lavori, il servizio va avanti con pasti preparati altrove. E i genitori, che pagano la mensa, restano all’oscuro di tutto.

Il problema non è soltanto che la cucina non funzioni. Il problema è che, mentre qualcosa non funziona, le famiglie non vengono informate.
E stamattina arriva la sorpresa: finalmente la ditta comunica ai genitori il problema e annuncia di aver individuato un centro cottura a Tolfa. Nella stessa comunicazione, ringrazia persino la sindaca.
La sindaca?
E per cosa dovremmo ringraziarla, esattamente?
Per una cucina inaugurata e non ancora utilizzabile?
Per un problema con le autorizzazioni che emerge mentre il servizio mensa è già in corso?

Per aver lasciato che fossero i genitori a scoprire, attraverso il passaparola, che cosa stesse succedendo?
O dobbiamo ringraziare perché, dopo le nostre richieste di chiarimento in Consiglio comunale, è finalmente arrivata una comunicazione ufficiale alle famiglie?
Le inaugurazioni fanno notizia. Le fotografie finiscono sui social. Ma poi qualcuno deve garantire che i servizi funzionino davvero. E quando qualcosa va storto, un’amministrazione ha il dovere di informare i cittadini, non di aspettare che siano loro a scoprire i problemi.
E non è la prima volta che la mensa scolastica finisce al centro di criticità e polemiche.
Per questo non ci accontentiamo di rassicurazioni generiche né di comunicazioni arrivate a giochi fatti.

Vogliamo sapere:
Da dove provenivano esattamente i pasti somministrati ai bambini e dove venivano preparati.
Chi ha autorizzato il ricorso al catering esterno e sulla base di quali verifiche.
Quali controlli sono stati effettuati sulle condizioni di trasporto, conservazione e somministrazione dei pasti.
Chi ha elaborato o validato i menù effettivamente serviti ai bambini.
Perché le famiglie non sono state informate tempestivamente e chi ha deciso di non comunicare loro la situazione.
Chi è responsabile del mancato utilizzo della cucina e quali tempi siano previsti per risolvere il problema.
Sono domande precise. E pretendiamo risposte altrettanto precise, accompagnate dagli atti.
Partito Democratico Tolfa
Riceviamo e pubblichiamo.
