Al Lido di Focene un’iniziativa di Roberta Cruciani per creare uno spazio di accoglienza e relazione, rivolto anche a persone in difficoltà sociale ed economica
Un progetto che parte da una parola semplice, ma oggi più che mai necessaria: ascolto.
È “Sentirsi Capiti – Metodo Cruciani”, l’iniziativa sociale ideata da Roberta Cruciani e presentata presso il Lido di Focene, a Fiumicino.
Il progetto nasce con l’obiettivo di creare uno spazio dedicato all’accoglienza, al benessere e alla relazione, con particolare attenzione alle persone che attraversano situazioni di fragilità sociale ed economica.

Tra i destinatari dell’iniziativa sono comprese anche donne vittime di violenza e persone con lievi difficoltà cognitive, alle quali offrire opportunità di inclusione e socializzazione.
L’idea, come spiega la promotrice, è quella di utilizzare il contesto del mare e della relazione umana come strumenti per favorire momenti di ascolto, consapevolezza e recupero del benessere.
Il progetto comprende diverse attività: dall’ascolto attivo al supporto relazionale, dalle attività ludico-ricreative e laboratoriali alla musicoterapia e al karaoke terapeutico, fino alla pet therapy e alle iniziative dedicate alla socializzazione.

Un insieme di esperienze pensate per favorire l’incontro e contrastare isolamento ed esclusione. “Il mare cura, ma il sentirsi capiti salva” è la frase che sintetizza la filosofia dell’iniziativa.
Un messaggio che trova concretezza anche nell’idea di creare un vero e proprio “Angolo di ascolto”, dove potersi fermare, parlare ed essere semplicemente se stessi.
Tra le competenze indicate da Roberta Cruciani figurano la formazione in Scienze Umane, l’attestato OSS, la specializzazione nel linguaggio del corpo e nelle microespressioni facciali, le metodologie educative montessoriane, la riabilitazione neurocognitiva e le tecniche antistress e di rilassamento.

Il progetto è promosso dalla società Il Sogno dell’Onda S.R.L. e vuole rappresentare, soprattutto, un’esperienza di inclusione sociale.
Un’iniziativa che la nostra redazione ha ricevuto e deciso di segnalare su richiesta di una nostra lettrice, nella convinzione che raccontare e dare spazio alle realtà che lavorano concretamente sul territorio per le persone più fragili sia parte importante dell’informazione locale.
“Ascolto, accoglienza, benessere, inclusione”: quattro parole che diventano il filo conduttore di un progetto nato a Fiumicino con l’ambizione di non lasciare indietro nessuno.
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