Via Castellammare si è riempita di persone per la processione dell’Assunta. Poi la cena comunitaria nella Pineta con circa 200 partecipanti. Tommaso Campennì: “Quei ragazzi ci hanno ricordato che si può ancora camminare nella stessa direzione”

È stata una giornata di fede, partecipazione e soprattutto comunità quella vissuta a Fregene venerdì 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto, con la tradizionale processione dell’Assunta lungo via Castellammare.
La banda, le autorità, le famiglie e le tante persone scese in strada hanno accompagnato il passaggio della processione, mentre numerosi cittadini osservavano dalle finestre, dai balconi e davanti alle attività. Per alcune ore Fregene si è fermata, restituendo l’immagine di una comunità capace di ritrovarsi attorno a una tradizione.
A colpire particolarmente è stata la presenza dei ragazzi dell’oratorio, impegnati nel trainare il carro per circa due chilometri e mezzo, sotto il caldo di agosto.

Un’immagine che Tommaso Campennì, nel suo messaggio dedicato alla giornata, ha definito il ricordo più significativo.
“Li ho guardati mentre camminavano insieme, si davano il cambio, affrontavano la fatica e continuavano senza mollare”, racconta Campennì, sottolineando come quei giovani abbiano dato una risposta concreta a chi spesso sostiene che le nuove generazioni non abbiano più voglia di impegnarsi o partecipare.
“Ci sono. E ci sono insieme”, è il messaggio che, secondo Campennì, quei ragazzi hanno trasmesso senza bisogno di parole.

Il loro impegno è diventato così il simbolo di una comunità che, almeno per un giorno, ha saputo ritrovare unità e condivisione. “Non stavano semplicemente trainando un carro – scrive Campennì – stavano portando lungo le strade di Fregene un messaggio di speranza”.
La giornata è poi proseguita nello Spazio Sacro della Pineta con una cena comunitaria alla quale hanno partecipato circa 200 persone. Una grande tavolata ha riunito famiglie, amici, ragazzi e volontari, trasformando la festa religiosa in un ulteriore momento di socialità e condivisione.
“Prima una strada piena di gente, la musica della banda, le autorità e i nostri giovani davanti al carro. Poi tutti insieme attorno a una tavola”, osserva Campennì. “Forse è proprio questo il ricordo più bello che ci lascia ieri: per qualche ora Fregene è tornata a sentirsi una comunità”.
Nel suo messaggio di ringraziamento, Campennì ha rivolto un pensiero alla banda, alle autorità, agli organizzatori, ai partecipanti e alle tante persone che si sono fermate lungo il percorso. Un ringraziamento particolare è andato a Don Giuseppe e ai volontari dell’oratorio, per il lavoro e la disponibilità con cui continuano a creare occasioni di incontro.
Ma soprattutto ai ragazzi, veri protagonisti della giornata.

“Continuate a camminare insieme – è l’augurio conclusivo di Campennì – perché guardandovi ieri abbiamo capito che, finché ci saranno giovani come voi, Fregene avrà ancora una speranza”.
Un messaggio che va oltre la singola giornata e che affida proprio ai giovani il compito di mantenere vivo quello spirito di comunità che, per una sera, ha riempito le strade e la Pineta di Fregene.
Catia Maurelli. TalkCity.it Redazione

