Piergiorgio Benvenuti
Il Tevere restituisce il Ponte Trionfale e riaccende il dibattito sulla tutela del fiume

Il livello eccezionalmente basso del Tevere sta restituendo a Roma frammenti della propria storia. Nei pressi del Vaticano sono infatti riaffiorati i resti di un antico ponte romano, probabilmente riconducibile all’età dell’imperatore Nerone (54-68 d.C.): il Pons Neronianus, conosciuto anche come Ponte Trionfale.
I resti dei piloni della struttura emergono periodicamente nei periodi di magra. Il ponte consentiva all’antica Via Triumphalis di attraversare il Tevere, collegando il Campo Marzio con l’Ager Vaticanus e proseguendo in direzione di Veio.
Una testimonianza di quasi duemila anni fa che torna oggi visibile nei pressi di Castel Sant’Angelo e dell’attuale Ponte Vittorio Emanuele II.
Ma questa particolare situazione del fiume rappresenta, secondo Piergiorgio Benvenuti, Presidente di Ecoitaliasolidale, non soltanto un’occasione per riscoprire la storia di Roma, ma anche un richiamo alla necessità di intervenire con maggiore determinazione sulla tutela ambientale del Tevere.
«Il Tevere, con il suo livello eccezionalmente basso, ci sta mostrando una parte straordinaria della storia di Roma. Allo stesso tempo, però, quando le acque si ritirano diventano maggiormente visibili anche situazioni di degrado e materiali che non dovrebbero trovarsi nel fiume.
Dobbiamo utilizzare questa situazione come uno stimolo per intervenire, eliminare le fonti di inquinamento e restituire al Tevere la dignità che merita».

Da questa situazione nasce anche un nuovo appello di Ecoitaliasolidale, che da anni sostiene la realizzazione del Parco Nazionale del Tevere.
«Non possiamo continuare a considerare il Tevere soltanto come un problema di sicurezza idraulica o come un elemento del paesaggio urbano. Il fiume è una straordinaria infrastruttura naturale, un corridoio ecologico e un patrimonio storico, archeologico e ambientale di valore nazionale».
La proposta di Ecoitaliasolidale prevede un grande Parco Nazionale del Tevere con un sistema ambientale di circa 80.000 ettari, esteso su quattro Regioni, otto Province e 82 Comuni, comprendendo anche il bacino dell’Aniene e dei suoi affluenti inferiori.
Un progetto di dimensione nazionale che punta a tutelare gli ecosistemi fluviali, rinaturalizzare le sponde, proteggere le aree agricole, contrastare il consumo di suolo e aumentare la capacità del territorio di assorbire anidride carbonica.
«Il Tevere può diventare uno dei principali corridoi ecologici dell’Italia centrale – sottolinea Benvenuti – e svolgere un ruolo fondamentale nella risposta ai cambiamenti climatici».
La rinaturalizzazione delle sponde attraverso nuove alberature ripariali, zone umide, boschi planiziali e corridoi ecologici potrebbe contribuire alla riduzione delle isole di calore urbane, al miglioramento della qualità dell’aria, alla tutela della biodiversità e alla maggiore resilienza dei territori attraversati dal fiume.

Il progetto non riguarda però soltanto la tutela naturalistica.
Ecoitaliasolidale propone da anni anche la costituzione di un Ente unico di gestione del Tevere, capace di coordinare in maniera organica la depurazione delle acque, la manutenzione del fiume, la sicurezza idraulica, la valorizzazione degli argini, la Ciclovia Tiberina e l’ippovia.
«Il Tevere ha bisogno di una gestione unitaria, dalla sorgente alla foce. Oggi le competenze sono distribuite tra diversi soggetti e livelli istituzionali. Serve una visione complessiva che metta insieme ambiente, sicurezza, cultura, turismo e mobilità sostenibile».
Un’altra proposta riguarda la realizzazione del Museo del Tevere, recuperando uno dei complessi di archeologia industriale dell’area Ostiense, per creare un grande polo culturale dedicato alla storia del fiume, alla navigazione, all’acqua e al rapporto millenario tra Roma e il suo territorio.
«Il Tevere è un grande libro della storia italiana. Sulle sue sponde sono passati oltre duemila anni di storia e sotto le sue acque sono custodite testimonianze di enorme valore. I resti del Ponte Trionfale che oggi riaffiorano rappresentano soltanto una delle tante pagine di questo straordinario patrimonio».
Ecoitaliasolidale propone inoltre di avviare un percorso per il riconoscimento dell’intero corso del Tevere quale Patrimonio Mondiale UNESCO, valorizzandone in maniera unitaria il patrimonio storico, archeologico, paesaggistico e naturalistico.

Un ulteriore capitolo del progetto riguarda la navigabilità del Tevere.
L’idea è ripristinare la navigazione dalla foce fino a Castel Giubileo attraverso battelli elettrici alimentati da fonti rinnovabili, integrati con il porto turistico di Fiumicino e con il sistema del trasporto pubblico.
Uno studio elaborato dal prof. Fabio Rosati, vicepresidente di Ecoitaliasolidale e presidente del Centro Studi sulla Mobilità, ipotizza un sistema composto da dieci battelli elettrici da 90 passeggeri lungo un percorso di circa 60 chilometri.
Secondo le stime dello studio, un sistema di questo tipo potrebbe contribuire a ridurre il ricorso al trasporto privato e, sulla base delle emissioni medie considerate, determinare un risparmio ambientale stimato in circa 6,48 tonnellate di CO₂ per ogni percorso considerato.
«Naturalmente – precisa Benvenuti – un progetto di questa portata dovrà essere accompagnato da studi approfonditi sulla sicurezza idraulica, sulla navigabilità, sugli impatti ambientali e sulla sostenibilità economica. Ma è arrivato il momento di aprire una discussione seria e concreta sul futuro del Tevere».
Per il Presidente di Ecoitaliasolidale il fiume deve tornare a essere una parte centrale della vita della Capitale e dei territori che attraversa.

«Il Tevere non deve più essere considerato un confine, ma il cuore verde dell’Italia centrale. Il fiume può rappresentare un’occasione straordinaria per costruire una nuova idea di sviluppo, capace di unire tutela ambientale, cultura, turismo, mobilità sostenibile e valorizzazione del territorio».
E proprio l’attuale situazione del fiume, secondo Benvenuti, dovrebbe essere interpretata come un messaggio.
«La natura ci sta quasi sollecitando. In un momento di forte criticità climatica, il Tevere abbassa le proprie acque e ci restituisce testimonianze archeologiche di straordinario valore.
È come se il fiume ci ricordasse la propria storia e, nello stesso tempo, ci chiedesse di occuparci del suo futuro».
«Dobbiamo raccogliere questo messaggio e trasformarlo in un grande progetto nazionale. Il Parco Nazionale del Tevere può essere una delle grandi sfide ambientali, culturali e territoriali dei prossimi anni».
Comunicato stampa Ecoitaliasolidale
Riceviamo e pubblichiamo.

