Pizzigallo e De Carolis… nell’incertezza più totale preferiscono non parlare

Il tiepido fine settimana appena trascorso ha restituito ai cittadini di Anguillara Sabazia la speranza che il piovoso e difficile inverno sia ormai alle spalle.
Quest’anno la primavera non porterà solo i fiori nei vicoli del centro e le prime folle sul molo, ma anche e soprattutto la tanto attesa corsa alle elezioni comunali.
Alla vigilia del voto, i due principali schieramenti politici, il centrodestra guidato dal sindaco uscente Angelo Pizzigallo e il centrosinistra che punta su Alberto Civica, approcciano l’appuntamento elettorale seguendo logiche e tempistiche differenti.

Il centrosinistra si è mosso in anticipo, compattandosi attorno alla candidatura di Alberto Civica, figura molto nota in ambito locale per la sua lunga e proficua attività sindacale.
Civica non potrà contare sull’apporto di Francesco Falconi, ma con gran parte dei suoi sostenitori alle ultime elezioni.
I punti cardine della proposta di Civica sono già stati delineati: una critica netta alla gestione dei fondi PNRR da parte dell’amministrazione uscente, accusata di aver privilegiato interventi ritenuti non prioritari, e la necessità di affrontare il tema del pendolarismo.

Con il 70% dei residenti in età lavorativa che quotidianamente si sposta verso Roma, l’obiettivo dichiarato è quello di frenare lo svuotamento sociale del paese per restituirgli una propria vitalità economica.
Dall’altra parte, il centrodestra guidato dal sindaco uscente Angelo Pizzigallo attraversa una fase di riflessione decisamente più complessa.
Il nodo centrale resta Catia De Carolis, esponente della Lega e attuale Presidente del Consiglio Comunale.

Forte di un consenso personale che alle scorse elezioni l’ha vista primeggiare con circa 450 preferenze, la De Carolis rappresenta sulla carta una figura determinante per la tenuta della coalizione.
Tuttavia, questo peso elettorale sembra oggi tradursi in un ostinato e ambiguo riserbo. Nonostante le sollecitazioni, la Presidente ha scelto di rifugiarsi nel silenzio.
Il rifiuto di fornire risposte appare ascrivibile, più che alla prudenza, all’indecisione.
Nel dubbio tra il rinnovo della lealtà a Pizzigallo e la tentazione di una candidatura autonoma, il suo silenzio prolungato finisce per alimentare il sospetto di una strategia volta a smarcarsi dalla maggioranza.

Una scelta, quella dell’autonomia, che rischierebbe di frammentare il bacino del centrodestra proprio nei suoi pilastri più solidi, lasciando lo schieramento in balia di un’attesa che molti cittadini faticano ormai a interpretare.
A rendere il quadro ancora più incerto è la posizione di Sergio Manciuria. Nonostante la sua vicinanza politica al centrodestra a livello regionale e nazionale,
Manciuria, quarto per preferenze personali alle ultime elezioni, è rimasto costantemente all’opposizione durante l’attuale mandato.
Ad oggi non è chiaro se deciderà di ricucire i rapporti con la maggioranza uscente o se continuerà a muoversi in autonomia.

In una realtà come Anguillara, dove l’ultima sfida elettorale è stata decisa per meno di cinquanta voti, queste dinamiche interne non rappresentano dettagli marginali.
La capacità di mantenere unito il fronte sarà probabilmente il fattore decisivo: se il centrodestra dovesse presentarsi diviso, la strada per il centrosinistra, attualmente più coeso, potrebbe farsi sensibilmente più agevole.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione
