Roma Capitale sul Lago di Bracciano: vantaggi strategici e servizi assenti nell’exclave tra Anguillara Sabazia e Trevignano Romano

«Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano». È questa la risposta che otterreste all’unanimità chiedendo quali centri si affaccino sulle acque del Lago di Bracciano.
Eppure, la geografia e la burocrazia raccontano una verità diversa. Esiste un quarto attore, un “intruso” amministrativo che molti ignorano: Roma.
L’exclave di Polline Martignano, circa cinquecento ettari di terra compresi tra Anguillara Sabazia e Trevignano, è un fossile amministrativo che risale all’800.

All’epoca, i confini di Roma vennero tracciati seguendo le antiche tenute nobiliari che rifornivano la città.
Oggi, quella che sembra un’anomalia geografica è un fattore strategico: possedere questo lembo di terra permette a Roma di essere un “comune rivierasco”.
Grazie a questo avamposto, il Campidoglio siede di diritto al tavolo dei gestori del Lago di Bracciano, in modo che la burocrazia riguardante il controllo sui prelievi d’acqua sia notevolmente semplificata.

Se da un lato il Comune di Roma tragga non pochi vantaggi dalla propria presenza sulle rive del lago, dall’altro sembra incapace di garantire ai pochi abitanti di Polline Martignano perfino i servizi essenziali.
Le circa quaranta persone che lì risiedono, infatti, lamentano l’assenza della nettezza urbana, di un’adeguata rete fognaria e dell’illuminazione pubblica.
Ormai da anni i cittadini romani che vivono sul lago chiedono a gran voce l’annessione della zona al comune di Anguillara Sabazia.

Ma la distanza dal centro della Capitale e il quasi insignificante peso elettorale degli abitanti fanno sì che le loro legittime istanze cadano nel vuoto.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione
