Questa sera a Sanremo, al Victory Morgana Bay, Bobby Solo protagonista di SanremON tra musica, tradizione e riflessioni sul futuro del Festival

Questa sera, 27 febbraio 2026, Bobby Solo sarà tra i grandi protagonisti di SanremON – Artigianato, Cultura, Spettacolo, Sport e Tradizioni Eno-Gastronomiche… Calabria & Italia dentro al Festival, uno degli eventi collaterali più esclusivi e attesi della settimana sanremese.
L’appuntamento è al Victory Morgana Bay di Sanremo, cornice suggestiva vista mare, dove l’artista riceverà anche un premio alla carriera, celebrando oltre sessant’anni di musica, dodici partecipazioni al Festival e due vittorie che hanno segnato la storia della canzone italiana.

Non solo celebrazione del passato. Bobby Solo torna nella città dei fiori anche per presentare due nuovi brani:
- “Shishkebab”
- “L’amore italiano”, interpretato insieme alla soprano crossover Cosetta Gigli
“L’amore italiano” si preannuncia come un vero inno alla tradizione e all’identità nazionale: un dialogo intenso tra sonorità pop e richiami classici, capace di unire generazioni diverse sotto il segno della melodia e della grande musica d’autore.

Un messaggio chiaro in un momento in cui, secondo l’artista, proprio la melodia sembra essere scomparsa dal panorama musicale contemporaneo.
Le parole a Leggo: “Oggi vince il meccanismo, non la canzone”
In una lunga intervista rilasciata al quotidiano Leggo (firma di Dajana Mrruku), Bobby Solo ha parlato senza filtri del Festival di Sanremo, tra ricordi, polemiche e riflessioni sul mercato discografico attuale.

«Avevo proposto un pezzo contro il femminicidio, Nata libera, contro le violenze sulle donne, ma Carlo Conti l’ha rifiutato. Anche Amadeus mi ha rifiutato per 5 anni. Ormai sono legati alle major, alle case discografiche».
Secondo l’artista, oggi il Festival risponde a logiche imprenditoriali:
«I dischi non si vendono più, c’è solo Spotify e streaming. Per guadagnare devono puntare sui giovani. Hanno creato due fabbriche che si chiamano X Factor e Amici. Il guadagno oggi è sulle serate».
Per Bobby Solo, Sanremo è diventato soprattutto una grande vetrina:
«Una volta le canzoni si cantavano per mesi.

Oggi dopo 15 giorni non se ne parla più. Io da vent’anni non sento una melodia a Sanremo. La melodia resta fondamentale. Fa bene all’anima».
Non manca il ricordo storico di “Una lacrima sul viso”, cantata in playback per un’improvvisa perdita di voce:
«Mi sentivo umiliato.
Avevo 19 anni, ero bloccato dalla paura. La notte arrivarono 345mila ordini. In quattro mesi fece due milioni di copie. Dalle stalle alle stelle».
E ancora l’aneddoto sulla vittoria:
«Mi ero tolto lo smoking per andare a mangiare un pesce sul mare. Poi arrivarono a dirmi che avevo vinto. Mike Bongiorno mi chiese cosa volevo dire al pubblico. Tremando dissi solo: “Grazie”».

Sul premio alla carriera che riceverà questa sera a SanremON, Bobby Solo ironizza:
«Dirò che non ho ancora iniziato la carriera. Sto ancora imparando rock, blues, jazz, country. Non bisogna mai smettere di essere affamati di imparare».
Una dichiarazione che racconta perfettamente lo spirito di un artista che, pur avendo scritto pagine indelebili della musica italiana, continua a guardare avanti.
Sanremo, per lui, resta un’ossessione e un campo di battaglia. Ma anche il luogo dove tutto è cominciato. E questa sera, lontano dal palco dell’Ariston ma nel cuore della settimana festivaliera, Bobby Solo torna protagonista.
TalkCity.it Redazione
