VERONA|ARCHÈ| GLI SPORT VIRTUALI ED IL DEGRADO DELLA SCUOLA | EDOARDO FLACCOMIO E FRANCO BAGAGLIA

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Scuola in Pericolo. Presenta Edoardo Flaccomio, ospite Franco Bagaglia.
Gli sport virtuali che si sostituiscono al modello sportivo tradizionale in ossequio alla aberrazione rappresentata da transumanesimo e postumanesimo.

Ecco il link della circolare del Coni alle scuole :

https://www.federesports.it/scuola/2021/progetto.pdf

Leggetelo e non crederete ai vostri occhi……. a voi il giudizio !!!

La distruzione delle scuola è un obiettivo, non un incidente di percorso

La scuola italiana sta morendo: così vuole il Capitale
Come solo obiettivo ha la creazione di atomi. Senza diritto, educazione né pensiero.

NEOLIBERISMO = ANTISCUOLA THERE IS NO ALTERNATIVE

Il naufragar gli è dolce in questa melma Infinito di Leopardi

La risposta da dare è quindi quella di Gramsci: “istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.”

Viene così violato il principio primo di ogni pedagogia:

La persona è un fine, non un mezzo; la crescita della persona è il fine dell’educazione; la crescita della persona è fine a sé stessa, non ha uno scopo. La crescita della persona da scopo ultimo diventa uno strumento per l’efficienza del sistema produttivo.
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In quanto privo di eticità, il sistema capitalistico postborghese e postproletario è anche privo di educazione e di formazione.
Dalla formazione classica come momento etico orientato a generare consapevolezza critica per esseri umani in fase di sviluppo si è disinvoltamente transitati all’economicizzazione postborghese e postproletaria dell’istruzione ridotta ad azienda concorrenziale erogatrice di competenze tecniche e abilità pratiche.
Per questo, il sapere classico della cultura storica occidentale tende sempre più a essere sostituito dallo know how dell’impresa capitalistica.

La democrazia è vista come ostacolo allo sviluppo del capitalismo. Globalizzazione, finaziarizzazione, automazione, tecnologizzazione, delocalizzazione caratterizzano il cambiamento dell’economia mondiale. Viene annunciata la fine delle ideologie, ci si muove in logica funzionalista, la liberal democrazia: Si aprono, però, le porte alle più grande ideologia del ‘900 il neoliberismo, ideologia di grande presa. I

tutti gli enti sociali sono fatti ricadere sotto la figura dell’impresa, la realtà sociale è fatta di imprese, non ci sono nazioni ma nazioni-azienda: l’azienda Italia, non ci sono istituzioni pubbliche, ci sono aziende pubbliche, anche la scuola e l’università sono aziende, il soggetto umano diventa un’impresa individuale. L’imperativo categorico del neoliberismo è che ognuno deve essere imprenditore di sé stesso; non sei una merce che si deve vendere (come nel capitalismo classico) ma sei ‘imprenditore di te stesso e ti devi vendere.

Altro pilastro: tutte le relazioni sociali devono conformarsi al principio della competizione, la concorrenza è il meccanismo che garantisce l’efficienza sociale, tutte le relazioni sociali devono diventare relazioni competitive

l capitale umano è l’insieme delle conoscenze e competenze utilizzabili nel processo produttivo tecnologicamente avanzato. Le competenze rilevanti non sono tutte quelle in possesso della persona ma solo quelle utilizzabili nel processo produttivo (occhio: le competenze non sono solo quelle associabili al capitale umano, non sono solo quelle utilizzabili nel processo produttivo)

In questo quadro prende forma la scuola neoliberista e la prende in modo implicito, strisciante, senza che sia mai stata formulata esplicita, una teorizzazione strutturata.

La scuola deve, pertanto, essere una fabbrica di capitale umano, deve preoccuparsi di formare le conoscenze e le competenze che saranno usate nella produzione, la scuola serve a produrre i nuovi produttori.

La scuola deve, poi, essere una palestra di competizione, alla competizione si deve educare precocemente visto che i rapporti sociali sono e saranno improntati alla competizione , la scuola deve abituare gli alunni a competere tra loro, li deve educare al principio meritocratico, bisogna fare differenza tra chi merita e chi non merita, l’ethos competitivo viene così introiettato e sarà usato nella loro successiva vita sociale

Per fare questo, la scuola stessa si deve trasformare in un’azienda che compete con le altre aziende scolastiche nel mercato della formazione; non si ha più un sistema formativo ma un mercato della formazione e in questo le aziende formative devono competere tra di loro per assicurarsi gli studenti, la loro offerta formativa deve essere tale da catturare più clienti e per raggiungere questo, la scuola deve mettere in competizione tra loro gli insegnanti attraverso incentivi e sistemi premiali e la competizione tra gli studenti è una diretta conseguenza di tutto questo: un sistema a cascata di competizione.
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