Il generale Roberto Vannacci spiega il progetto politico, le priorità e le sfide della politica italiana
Questa mattina su TalkCity WebRadio, all’interno della trasmissione Cosa succede? In città, condotta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, è stato ospite uno dei protagonisti più discussi della politica italiana recente: il generale dell’esercito e autore di libri di successo, Roberto Vannacci.
La trasmissione, attiva da 16 anni sul comprensorio del litorale Alto Lazio, ha accolto il generale per parlare del suo nuovo progetto politico, Futuro Nazionale.
Durante l’intervista, Vannacci ha sottolineato il suo approccio alla politica: “Non mi considero più onorevole di un cittadino qualsiasi.

L’appellativo di generale mi caratterizza più per la vita che ho condotto negli ultimi quarant’anni”. L’ospite ha spiegato di essere motivato dalla volontà di proporre idee chiare, coerenti e radicate nei valori fondamentali, senza seguire mode o pressioni mediatiche.
Nonostante il partito sia formalmente esistente solo da un mese, i sondaggi iniziali assegnano a Futuro Nazionale un consenso intorno al 4%, un risultato che Vannacci definisce “incoraggiante” considerando che l’assemblea costituente è prevista solo per metà giugno.
Il generale paragona questa fase di lancio a un “paracadutista che si prepara a saltare: una rampa spalancata prima del lancio effettivo”.

Il tema della collocazione politica è stato affrontato direttamente: Vannacci respinge l’etichetta di “estrema destra” o di “populista” con connotazioni negative.
Per lui, il populismo significa interpretare le istanze del popolo, difendere la famiglia come nucleo centrale della società e preservare l’identità nazionale.
Critica invece idee come l’utero in affitto e l’immigrazione incontrollata, che definisce estremiste per l’impatto economico, sociale e di sicurezza che comportano.

Riguardo alla rappresentanza degli italiani, Vannacci suggerisce che esiste un numero significativo di cittadini che condivide le sue idee ma non le esprime per timore del giudizio pubblico: “Chiunque oggi sia contrario all’ideologia di genere o all’immigrazione di massa viene etichettato come omofobo o razzista”.
Il generale ritiene che il suo partito possa dare voce a chi non si sente rappresentato dalla politica attuale, sottolineando che il 52% degli italiani non partecipa più alle elezioni.
Vannacci ha poi parlato delle difficoltà della politica: “Dire quello che si pensa e governare sono attività difficili. C’è una censura morale e fisica, e governare richiede preparazione, competenza e capacità di compromesso”.

Pur critico verso la situazione attuale, considera il governo di Giorgia Meloni “il meno peggio” e punta a proporre una politica più pragmatica e centrata sui cittadini, mirando al meglio anziché al “meno peggio”.
Tra i temi chiave che il generale intende affrontare vi sono il Green Deal e l’immigrazione di massa, considerati fattori cruciali per la sicurezza, l’economia e la coesione sociale.
Inoltre, Vannacci ha accennato all’importanza di politiche energetiche pragmatiche, senza ideologismi, per rafforzare la produzione industriale e il benessere del Paese.

Guardando alle prossime elezioni, Futuro Nazionale non sarà presente nel 2026, ma si prepara a scendere in campo nel 2027 con liste solide nel Lazio e a Roma, e punterà anche alle politiche nazionali.
Il generale ribadisce che il partito nasce come forza indipendente, pur essendo naturalmente interlocutore del centrodestra.
L’intervista si chiude con un Vannacci che ribadisce la sua determinazione: “Mi impegno a essere fedele ai miei propositi, senza rincorrere i sondaggi giornalieri.

Voglio rappresentare una politica coerente, che quando dice qualcosa si impegna a realizzarla”.
Il generale si propone come interprete di valori tradizionali e pragmatici, pronto a sfidare l’attuale panorama politico italiano con un approccio diretto e senza compromessi ideologici.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
