A Santa Marinella torna a circolare con insistenza una voce che, sebbene non accompagnata da annunci ufficiali, sta già animando le conversazioni politiche cittadine: la possibile candidatura del dottor Marco Maggi alle amministrative previste per la primavera 2026.
Medico stimato e figura istituzionale di lungo corso, Maggi è stato sindaco della città tra il 1993 e il 1996 e, negli anni successivi, ha ricoperto altri ruoli di governo locale,
l’ultimo durante l’amministrazione guidata da Roberto Bacheca (quella alla quale viene imputato il dissesto finanziario).
Il suo nome potrebbe rappresentare esperienza e conoscenza profonda della macchina amministrativa, la stessa che in molti riconoscevano a Pietro Tidei.
È comprensibile, dunque, che in una fase di incertezza politica qualcuno guardi a lui come a un “usato sicuro”: una personalità capace di riportare equilibrio e continuità.
Ma se il rispetto per la figura di Maggi è doveroso — e la sua storia amministrativa resta parte rilevante del percorso istituzionale di Santa Marinella — è altrettanto legittimo interrogarsi su cosa significhi, oggi, tornare a puntare su nomi già protagonisti del passato.
Dopo la caduta dell’esperienza Tidei, in città sembra emergere, almeno a parole, il desiderio di voltare pagina, di immaginare una fase nuova, con idee fresche e volti non legati a stagioni politiche precedenti.
Eppure, ciclicamente, il dibattito sembra riportare sempre sugli stessi profili, come se Santa Marinella faticasse a riconoscere e valorizzare una nuova classe dirigente.
La possibile candidatura di Maggi pone allora una questione più ampia: davvero la città non riesce a credere fino in fondo a energie nuove, competenze diverse, generazioni emergenti?
È solo prudenza o è timore del cambiamento? La politica locale appare spesso ancorata alle figure storiche, considerate rassicuranti, ma questo atteggiamento rischia di trasformarsi in un freno, impedendo quel rinnovamento che tanti cittadini dicono di desiderare.
Se il dottor Maggi deciderà davvero di scendere in campo, avrà senza dubbio l’autorevolezza per farlo.
Resta però il nodo politico e culturale che riguarda l’intera comunità: Santa Marinella ha il coraggio di guardare davvero avanti, o continuerà a rifugiarsi nella memoria dei tempi passati?
Le prossime elezioni non saranno solo una sfida tra candidati, ma anche e soprattutto un banco di prova per capire quale futuro questa città vuole scegliere.
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