ROMA, NUN FA’ LA STUPIDA| Daniela Gasperini ospita Maura Cossutta

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GIOIE E DOLORI DI CHI VIVE NELLA CAPITALE… oggi Daniela Gasperini parla della “Casa Internazionale Delle Donne”. Ospite la Presidente Maura Cossutta
La Casa Internazionale delle Donne nasce dalle rivendicazioni femministe degli anni ’70 per la libertà, l’autodeterminazione e la differenza delle donne. E’ situata nel complesso monumentale già denominato “Buon Pastore” (fin dal ‘600 adibito a reclusorio femminile), destinato nel 1983 a – finalità sociali, con particolare riguardo alla cittadinanza femminile.
Nel 1987 Il Movimento Femminista Romano, a seguito dello sfratto dalla Casa delle Donne di Via del Governo Vecchio – Palazzo Nardini occupa la parte seicentesca di Via della Lungara, 19 rivendicando la prevista destinazione e dando inizio ad una lunga trattativa con il Comune per il restauro e la consegna dell’edificio all’associazionismo femminile.
Nel 1992, finalmente, grazie al sostegno del Coordinamento donne elette del Comune di Roma il Progetto Casa internazionale delle donne è elencato tra le opere di Roma Capitale e approvato dal Comune stesso. E’ così che La Casa Internazionale delle Donne diventa quell’organismo autonomo preposto a valorizzare la politica delle donne, offrire servizi e consulenze.
Questo luogo, unico nel suo genere, ha bisogno della forza e la costanza delle associazioni e delle donne che lo abitano. Questo luogo ha oltre una decina di dipendenti che con la loro professionalità tengono vivo un ristorante, una segreteria organizzativa, una foresteria e un centro congressi. Per gestire e mantenere tutto questo abbiamo bisogno di risorse. Una tessera di sostegno viene prodotta ogni anno e, in cambio di convenzioni speciali con altre strutture chiede un piccolissimo/grande contributo a tutti sia associazioni che ospiti della Casa. L’impegno costante e comune dopo tutti questi anni è di far crescere l’attenzione e di informare sempre più sulle varie iniziative che nascono alla Casa Internazionale delle Donne a Roma, a Trastevere una struttura aperta che guarda al territorio e al mondo; un laboratorio dove si coniuga la politica di genere; un centro cittadino, nazionale e internazionale di accoglienza, d’incontro, di promozione dei diritti, della cultura, delle politiche, dei “saperi” e delle esperienze prodotte dalle e per le donne.
Tra i nostri temi resta prioritario quello legato all’autodeterminazione e alle scelte libere sulla salute riproduttiva, ma l’impegno politico, in ascolto delle nuove istanze della società, si è ampliato ad altri ambiti: il contrasto al sessismo e al razzismo, istituzionale e popolare; l’accoglienza e il sostegno alle donne in difficoltà e/o vittime di violenza; la legalità, contro le mafie e la criminalità organizzata; la giustizia ambientale, in relazione con i nuovi movimenti; una nuova visione della città e dell’organizzazione urbana; la cooperazione internazionale; l’attenzione e il sostegno alla produzione artistica femminile, dalle registe, alle scrittrici, alle pittrici. E altro ancora. Il magnifico scenario della Casa internazionale è abitato da eventi di teatro, musica e spettacolo sempre più numerosi e d’alto spessore, che rendono la Casa Internazionale delle Donne un centro propulsore della cultura e delle azioni delle donne.
Fonte:https://www.casainternazionaledelledonne.org/chi-siamo/
Maura Cossutta: Figlia del dirigente comunista Armando, si laureò in medicina e chirurgia ed esercitò per anni la professione di medico ematologo. Cominciò a frequentare la sezione del Partito Comunista Italiano da giovanissima e tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli Settanta viaggiò con i “pionieri” in molti paesi del Patto di Varsavia, a volte in compagnia del padre. Negli anni ottanta abbandonò il PCI, nonostante il parere contrario del celebre genitore, perché contraria al compromesso storico. Continuò a fare politica all’interno del sindacato dei medici e del movimento femminista; dopo aver avuto un figlio dalla relazione con un militante trotskista, si legò ad un esponente di Lotta Continua, giornalista di Liberazione e suo attuale compagno (partito del quale fu simpatizzante per qualche anno). Successivamente tornò nel PCI poco prima che si sciogliesse, per lottare contro il progetto pidiessino di Achille Occhetto. Nel 1991 aderì al Partito della Rifondazione Comunista con cui venne eletta deputato nel 1996; nel 1998 seguì il padre nella formazione del Partito dei Comunisti Italiani. Nel 2001 confermò il suo seggio alla Camera dei deputati, , più precisamente nel collegio 26 – Cascina; nella XIV legislatura ha fatto parte della XII commissione . In seguito ha aderito all’associazione Uniti a Sinistra fondata da Pietro Folena.
Dal maggio 2006 all’aprile 2008 fu collaboratrice del Ministero della Sanità allora occupato da Livia Turco, che le diede l’incarico di revisionare le linee guida della legge sulla procreazione assistita, ossia la legge 40.
fonte:https://it.wikipedia.org/wiki/Maura_Cossutta

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