RIPRENDO IL TREND con Ernesto Bassignano

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Enrico Vaime morto, addio all’autore che dettava le battute a Chiari e Villaggio e duettava con Costanzo.
Enrico Vaime o della risata degli italiani. È morto a Roma ad 85 anni il celebre autore televisivo, teatrale, radiofonico, perfino cinematografico, del secondo Novecento, colui che andava a braccetto con Luciano Bianciardi, dettava le battute a Walter Chiari e Paolo Villaggio, duettava con Maurizio Costanzo, lanciava un imitatore timido e segaligno come Fabio Fazio. Vaime ci avrebbe trovato sicuramente una battuta tranchant, un aforisma flaianesco, ma a definirlo autore poliedrico e instancabile non gli si sarebbe fatto torto alcuno. E ancora: per inquadrare questo signore qui, uno di quegli uomini arguti e brillanti che aveva vissuto il boom del primo dopoguerra, che aveva costruito le basi dello spettacolo e della televisione italiana, dovevi subito far spazio al suo dissacrante senso dell’umorismo.
Con lui lavoravano Marcello Marchesi, Costanzo appunto, e Italo Terzoli il secondo (o il primo) della cosiddetta “ditta” Terzoli/Vaime. Siamo in pieno boom anni sessanta della tv pubblica che si fa verbo e specchio degli italiani. Vaime ricama spesso le battute di Villaggio, Chiari, Paolo Panelli e intanto diventa una specie di uomo da un milione di dollari con le commedie musicali teatrali che sforna come pagnotte calde una o due volte l’anno fino ad anni ottanta inoltrati. Il racconto della visione dei musical statunitensi al cinema è da digressione obbligatoria. “Mi annoiano a morte. Davanti a Grease volevo buttarmi sotto un tram a cavalli” (le battute non si spiegano, ma la genialità di Vaime sta tutta in quella specifica sui cavalli ndr).

Così il musical firmato da Terzoli/Vaime e prestato a Garinei e Giovannini diventa one man show con Montesano (Beati voi), ma anche commedia popolare e gioviale che sbanca per stagioni intere come La vita comincia ogni mattina con protagonista Gino Bramieri. Intanto Vaime si dedica a quella che è stata la parte del suo lavoro d’autore più amata: la radio. Con Black Out dal 1979 su Radio 2 assieme a Luciano Salce dà il via ad un programma d’intrattenimento che raccoglie la lezione demenziale di Arbore/Boncompagni di Alto Gradimento e ne ricuce nuovamente il dettato graffiante, lo sberleffo goliardico, arrivando perfino a mettere a libro paga un giovane imitatore di nome Fabio Fazio. Nel 1984-85 Vaime (e Terzoli) scrivono i testi di un varietà del sabato sera di Canale 5: Risatissima.

Ric e Gian, Lino Banfi, Gigi e Andrea, Lino Toffolo, Pozzetto, Boldi. Andatelo a recuperare per capire l’umorismo popolare poco prima del grande crollo della comicità in tv (“Allora i comici erano Walter Chiari, Gino Bramieri, Macario, gente che veniva dal teatro. Adesso vengono dai villaggi-vacanze”). Vaime scriverà anche il Fantastico edizione 88 quella del duo Montesano-Oxa, l’ultimo da grandi ascolti, o forse addirittura l’ultimo prima della fine seriale vera del varietà del sabato sera. Vaime scriverà libri, parteciperà come ospite a diversi programmi tv su La7, o farà da vero spassoso one man show, finalmente lui, senza più bisogno d’interpreti teatrali, di comici ventriloqui a cui dare voce, in S’è fatta notte, un delizioso programma di tarda sera, anzi di notte, su Rai1 con Maurizio Costanzo, dove recitava la parte del barista/cameriere con uno smoking bianco e il papillon penzolante dal taschino.

Fonte:https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/29/enrico-vaime-morto-addio-allautore-che-dettava-le-battute-a-chiari-e-villaggio-e-duettava-con-costanzo/6148487/

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