Ospite a TalkCity WebRadio lo scrittore Vittorio Pezzuto ha raccontato il ritorno in libreria del suo libro “Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora”, dedicato alla figura del celebre giornalista e conduttore televisivo e alla sua drammatica vicenda giudiziaria.
Pezzuto ha ripercorso l’eccezionale carriera di Enzo Tortora, definendolo un grande innovatore della televisione italiana:
da Portobello, capace di unire intrattenimento, servizio pubblico e partecipazione popolare, fino a format pionieristici come il televoto, le “nomination”, il gossip televisivo e la contaminazione tra politica e spettacolo.
Tortora fu un protagonista libero e controcorrente, capace di rivoluzionare il linguaggio televisivo e di difendere con coerenza le proprie idee civili.
Ampio spazio è stato dedicato alla vicenda dell’arresto del 17 giugno 1983, simbolo della più clamorosa sbandata giudiziaria della storia italiana.
Pezzuto ha denunciato il clima di giustizialismo e di spettacolarizzazione mediatica che accompagnò l’inchiesta, ricordando gli attacchi di gran parte della stampa e la passarella con le manette, trasformata in un vero e proprio processo mediatico.
Secondo l’autore, il caso Tortora non è soltanto una tragedia individuale, ma una ferita ancora aperta nel rapporto tra giustizia, informazione e opinione pubblica.
A distanza di quarant’anni, molti dei meccanismi denunciati allora restano attuali: arresti mediatici, fughe di notizie, carriere dei magistrati che non risentono degli errori, e una cultura diffusa che tende a confondere le accuse con le sentenze.
Il libro, ripubblicato oggi, si propone soprattutto alle nuove generazioni come strumento di memoria e consapevolezza: conoscere la storia di Enzo Tortora significa comprendere l’importanza delle garanzie, dei diritti e di una giustizia davvero equa.
Una lezione civile che, come ha sottolineato Pezzuto, resta drammaticamente attuale.
TalkCity.it Ludovica Combina

