Fabrizio Battisti guida tra le novità del cinema e le recensioni dei film in uscita in Italia
Nella consueta rubrica settimanale Vola al Cinema su TalkCity WebRadio, Fabrizio Battisti ci ha accompagnati in un viaggio tra le nuove uscite cinematografiche italiane e internazionali, offrendo recensioni dettagliate e osservazioni acuminate.
Dopo una pausa la settimana scorsa a causa di problemi tecnici, Battisti è tornato in diretta, pronto a guidare il pubblico tra le sale cinematografiche.
Il primo film analizzato è La sposa di Maggie Gyllenhaal, una rivisitazione moderna del classico La sposa di Frankenstein di James Whale (1935). Jesse Buckley interpreta sia Mary Shelley sia Ida, una prostituta degli anni ’30, risvegliata come sposa di Frankenstein.

Christian Bale dà corpo alla creatura, mentre Annette Bening veste i panni di una scienziata eccentrica, il Dr. Leo Fromms.
Battisti sottolinea la potenza visiva del film: atmosfere steampunk, scenografie curate e omaggi cinematografici rendono il lungometraggio un’esperienza visiva notevole.
Tuttavia, critica la trama, definita “sfilacciata”, con sottotrame che emergono e scompaiono in maniera confusa. La regista, secondo Battisti, perde in parte il controllo della narrazione, pur offrendo momenti memorabili grazie alle interpretazioni degli attori principali.

Successivamente, Battisti introduce Good Boy di Jan Komasa, il primo film in lingua inglese del regista polacco. La storia segue Tommy (Anson Boone), un giovane in difficoltà, rapito da una coppia (Stephen Graham e Andrea Riseborough) che tenta di “riformarlo” attraverso metodi coercitivi estremi.
Il film si configura come un thriller psicologico intenso, con spunti allegorici: la coercizione fisica e psicologica diventa metafora dei legami familiari e delle influenze formative, trasformando la punizione in un’esperienza emotiva e culturale.
Battisti ne evidenzia la complessità, consigliandolo agli appassionati di cinema profondo e stratificato.

Il terzo film recensito, Se solo potessi ti prenderei a calci di Mary Bronstein, è considerato da Battisti il migliore della settimana.
Rose Byrne interpreta Linda, psicologa e madre alle prese con una figlia malata e la scomparsa di una paziente.
Il film esplora la psiche della protagonista, combinando tensione e introspezione. L’assenza della bambina dalla scena e l’uso di una voce fuori campo creano un effetto di immedesimazione nello spettatore.

Il racconto si sviluppa come un viaggio psicologico immersivo, con riferimenti alla psicoanalisi e alla psicologia junghiana, mescolando ironia e dramma emotivo.
Rocco Papaleo presenta Il bene comune, una commedia drammatica che segue Biagio Riccio, guida turistica e allenatore del nipote, coinvolto in un progetto educativo con donne detenute. Attraverso escursioni e simbolismi, le protagoniste imparano a riconoscere resilienza e speranza.
Battisti apprezza la costruzione visiva e musicale del film, ma ritiene che alcune storie, come quella interpretata da Claudia Pandolfi, meriterebbero maggiore approfondimento.

Il film resta gradevole e ben girato, ma il suo impatto emotivo è “temporaneo”.
Chiude la rassegna Keeper di Os Perkins, ambientato in una baita isolata. Tatiana Maslany e Rossif Sutherland interpretano una coppia alla ricerca di tranquillità, ma la tensione narrativa è lenta, lasciando allo spettatore un senso di attesa prolungata.
Il film esplora dinamiche psicologiche e relazioni di coppia con uno stile freddo e realistico, ma risulta meno coinvolgente rispetto agli altri titoli analizzati.

Nella puntata di questa settimana, Fabrizio Battisti ha mostrato la sua capacità di leggere il cinema sotto molteplici chiavi: visiva, psicologica e simbolica.
Dai grandi omaggi a classici del passato alle storie contemporanee italiane, la rubrica conferma il suo ruolo di guida critica per chi vuole orientarsi tra le novità delle sale.
Tra consigli imperdibili, come Se solo potessi ti prenderei a calci e Good Boy, e film più controversi come La sposa, lo spettatore è invitato a confrontarsi con un cinema ricco di ambizioni e sfumature.
Ludovica Combina
