La Giornata mondiale contro il cancro del 4 febbraio concentra attenzione e parole necessarie. Ma la misura della serietà sta nei giorni successivi, quando l’emozione lascia spazio alle scelte.
Nella puntata di Attualitalk dell’11 febbraio, il Prof. Massimo Di Maio, oncologo e Presidente Nazionale AIOM, ha insistito su tre pilastri fondamentali: ricerca, prevenzione e responsabilità legislativa.
Il primo pilastro è la ricerca. L’oncologia italiana e internazionale ha compiuto progressi significativi nel personalizzare le cure, migliorare la sopravvivenza e affrontare complesse forme di malattia.
Il tema internazionale di quest’anno, “United by Unique”, non è uno slogan: è un principio che mette al centro l’unicità di ogni persona colpita da tumore, nella fisiologia del corpo e nelle circostanze sociali e emotive che lo
accompagnano.
Oltre centomila nuove diagnosi oncologiche ogni anno in Italia sono attribuibili al fumo, uno dei principali fattori di rischio prevenibili.
Per affrontare questa realtà non bastano slogan o messaggi generici: servono scelte strutturali.
Da qui nasce una proposta che ha fatto discutere ed è stata ribadita anche nel Convegno di Roma promosso da AIOM:
una legge di iniziativa popolare per aumentare di almeno 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.
Non si tratta di una provocazione. Si tratta di sanità pubblica. Il forte incremento del costo dei prodotti da fumo è uno strumento efficace per ridurre il consumo e, di conseguenza, i tumori evitabili.
In altri Paesi europei, politiche di prezzo simili hanno portato a cali significativi di fumatori adulti e giovanili.
La campagna, promossa da AIOM insieme a Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e altre società scientifiche,
ha raccolto oltre 20.000 firme e punta a raggiungere 50.000 firme autenticate per poter depositare la proposta in Parlamento.
L’obiettivo della legge non è solo ridurre il tabagismo, ma anche generare risorse da destinare in modo vincolato a prevenzione, screening, programmi di disassuefazione e ricerca oncologica —
interventi che riducono mortalità e costi sanitari, e alleggeriscono la pressione sulle famiglie e sul Servizio sanitario nazionale.
Nel corso dell’intervista è emersa anche una riflessione sulla comunicazione sanitaria.
Parlare di cancro richiede equilibrio: né allarmismi parossistici, né illusioni terapeutiche. L’informazione deve essere corretta, rigorosa e orientata alla promozione di evidenze scientifiche comprovate.
La proposta di legge di iniziativa popolare rappresenta un punto di sintesi tra evidenze scientifiche e mobilitazione civile. Non è una questione ideologica: è una battaglia di civiltà per la salute pubblica.
Se “United by Unique” significa riconoscere l’unicità di ogni paziente, allora la responsabilità collettiva significa tradurre quella unicità in scelte concrete per la salute di tutti.
TalkCity.it Maria Laura Platania

