Dove tutto è distorto se l’amore è una malattia.

<Lo spettacolo teatrale è un del commediografo Giuseppe Manfridi dal titolo “TI AMO MARIA”, che vedrà la partecipazione in scena di Giulia Bornacin e Stefano Scaramuzzino, con la regia di Luca Gaeta e debutterà al Teatro Tor Bella Monaca di Roma il giorno 25 in concomitanza con la Giornata Mondiale contro la violenza sulla donna.

Tra gli ospiti i senatori Valeria Fedeli (ex Ministro della Pubblica Istruzione), Achille Passoni, la Presidente del IX MunicipioTitti Di Salvo e lo stesso autore.

Un tema di stretta attualità, sul quale crediamo sia sempre importante tenere alta l’attenzione anche attraverso iniziative di carattere culturale come il teatro, che può e deve farsi promotore di continue e attente riflessioni per un sempre maggiore impegno civile al fine di educare ai giusti comportamenti.

SINOSSI 

In un piccolo centro, Maria lavora in un’agenzia immobiliare, vive da sola, e da qualche tempo ha la sensazione di essere pedinata. A casa riceve strane telefonate che la mettono a disagio.

Molto nervosa, rompe la relazione con un ragazzo, rifiuta le avances di un corteggiatore, cerca svago nella casa di campagna di due amici, poi un giorno capisce il motivo di quelle chiamate.

Ricompare Sandro, pianista jazz l’uomo con cui, dieci anni prima, aveva avuto una travolgente storia d’amore.

Sandro suona il piano in un locale, ma è chiuso e introverso e spesso si ferma sul pianerottolo ad aspettare Maria.

Lei cerca di non incoraggiarlo, impermeabile a ogni allusione e profferta chiede aiuto al suo ex ragazzo, il quale però deve subire un attacco di gelosia di Sandro.

Maria è sempre più preoccupata, ma una mattina sul muro del palazzo trova scritto a grossi caratteri Ti amo Maria.

La sincerità dell’uomo la convince a tentare di cominciare una nuova storia con lui.

Ma, forse,  lei è fragile, un po’ masochista e succube, così, nel finale, sembra disposta a spezzare la barriera dell’incomunicabilità e offrire una possibilità per placare la disperazione dell’uomo, in un movimento circolare di contrapposizione vittima/carnefice.

Una mattina sente suonare alla porta, va ad aprire e nell’ascensore si consumerà l’ultimo atto dell’ossessione di Sandro, incapace di affacciarsi sulla felicità.>

Comunicato stampa

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