“A seguito dell’incontro con i sindacati, occorre un futuro dalle prospettive concrete”

Rifondazione comunista si schiera a fianco dei lavoratori della Minosse minacciati dalle procedure di esubero a cominciare da gennaio. Nell’incontro tenutosi il 6 novembre presso l’Autorità  Portuale promosso dallo stesso Musolino, i sindacati (USB e Filt CGIL) hanno ribadito la necessità di concretezza e di risposte da parte di ENEL; nel frattempo si procederà con lo stato di agitazione: nuovi scioperi e presidi di fronte ad ENEL Tvn e sotto l’Autorità del sistema portuale. Il tempo delle decisioni è adesso: cosa si intende fare dopo il carbone? Marciare verso il turbogas oppure prefigurare un nuovo progetto industriale, in cui la stessa ENEL potrebbe assumere un ruolo fondamentale? In tutto il mondo ENEL sponsorizza  la transizione energetica verso le rinnovabili ma in Italia il principio del Capacity Market ha implementato l’investimento verso il gas, rendendo conveniente costruire nuove centrali anche se queste potrebbero non entrare mai in funzione.

Se pensiamo che entro il 2030 la produzione di emissione va dimezzata ed entro il 2050 va azzerata, una nuova centrale a gas (che sarà ultimata se va bene nel 2025) rappresenta un enorme spreco di denaro pubblico ed una vera ipoteca per lo sviluppo industriale di Civitavecchia. Anche nell’ipotesi che la centrale a gas venisse costruita, essa occuperebbe una parte risibile dell’attuale personale di ENEL e per tutti i lavoratori della Minosse non si profilerebbe altra prospettiva se non il licenziamento.

Si sono conclusi la scorsa settimana importanti convegni in cui si è molto parlato del futuro industriale ed occupazionale a Civitavecchia. La prospettiva dell’eolico off shore, dell’idrogeno verde, di un porto commerciale e turistico ad emissioni zero di comunità energetica cittadina sono l’unica reale prospettiva in campo per garantire la piena occupazione per gli attuali lavoratori nel settore energetico. La sinergia a favore di questi progetti è incredibilmente ampia e comprende il consiglio comunale di Civitavecchia, il Consiglio della Regione Lazio, i sindacati metalmeccanici come la FIOM, associazioni dei produttori come la CNA e numerosi comitati cittadini.

La vecchia diatriba tra ambiente e lavoro non ha oggi alcun fondamento in quanto il lavoro si coniuga solo con l’energia rinnovabile. I lavoratori della Minosse meritano prospettive, nuova formazione e ricollocamento, ed è esattamente a questo che servono i finanziamenti del PNRR. Gli interessi di ENEL ed ENI, verso i quali  il ministro Cingolani si mostra così compiacente, escludono Civitavecchia dai futuri investimenti condannandola ad un futuro di disoccupazione di massa. La richiesta di certezza e di ascolto si leva non solo dai lavoratori della Minosse ma dall’intera città, schierata al loro fianco.

Federazione PRC Civitavecchia

Riceviamo e pubblichiamo

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