Per l’appuntamento “Palla Ovale” curato dall’Ufficio Stampa della CRC, Riccardo Battaglini fa cinque domande al Settore Propaganda del Rugby Civitavecchia

Il biennio 2020/2021 e’ stato estremamente difficile per il rugby, voi come società come lo avete affrontato?

<In questo biennio abbiamo sempre lavorato affinchè tutti i nostri tesserati rimanessero vicini al club. Abbiamo attuato una importante e lodevole iniziativa in cui abbiamo fatto giocare tutti gli atleti del Minirugby gratuitamente che ha portato un notevole incremento di ragazzi/e che si sono avvicinati per la prima volta al Rugby.>

Questa mancanza di gioco, che effetti avrà nel concreto sul rugby di base?

<Con gli ultimi protocolli tutti i club hanno trovato delle difficoltà, in particolare con questo effetto che io definisco a “fisarmonica” ossia le società studiano ed applicano tali direttive, tutelando gli atleti per la loro salute, poi però ci si scontra con la realtà in cui se non c’è contatto non c’è il Rugby e quindi poi nel tempo mancano gli atleti nei numeri. La mancanza di una attività rugbistica, propriamente detta, andrà a scapito del settore seniores con il passare degli anni.>

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Come avete vissuto questa ripartenza del rugby giocato?

<Onestamente non vedevamo l’ora di ripartire, posso garantire, seguendo in prima persona il settore propaganda, ci ha dato moltissime soddisfazioni. Si vedevano i bambini/e che mangiavano il Campo Moretti Della Marta con gli occhi, erano presenti in campo cercando di dare il massimo. Sia nei raggruppamenti fatti a Civitavecchia sia quelli fatti in altri campi si sono visti gli atteggiamenti giusti ossia la crescita dei nostri atleti è questo il nostro più grande successo. Vederli giocare con tanta gioia e felicità ci ha regalato il massimo che si poteva chiedere.>

Quali le difficoltà più grandi affrontate?

<L’organizzazione degli spazi è stata davvero la parte più difficile, una per tutti utilizzo degli spogliatoi, con le misure da rispettare, luogo importante dopo allenamenti con condizioni meteorologiche inclementi. Immagina un allenamento di bambini/e sotto la pioggia e di seguito non poterli far asciugare, fortunatamente poi nell’evolversi delle indicazioni si è potuto utilizzarli con le disposizioni a cui fare riferimento.>

Guardando al futuro, che piano avete pensato per superare il momento e come vedi il rugby in generale?

<Guardando tutti gli addetti ai lavori vedo una grandissima voglia di ripartire, qualsiasi attività è ben accetta. Tutti devono collaborare suggerendo non solo ad avvicinare ma anche a mantenere il numero di atleti a giocare a Rugby. Insomma idee da premiare e porre in essere. Speriamo che passi presto questo periodo dove questa malattia appare con più forza e si parta senza più interruzioni.

Riceviamo e pubblichiamo

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