Sette ragazze di tredici anni, sette scene e sette monologhi

Foto di Francesca Lucidi

Dal 16 al 19 novembreCOME TUTTE LE RAGAZZE LIBEREun tentativo di libertà in una piccola città” di Tanja Sljivar, regia di Paola Rota: un progetto di Paola Rota, Tanja Sljivar, Simonetta Solder. Con Silvia Gallerano, Liliana Massari, Irene Petris, Simonetta Solder, Sofia Celentani, Sara Mafodda, Martina Massaro, Sylvia Milton, Amina Dabo. Lo spettacolo è Produzione PAV nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe, con il contributo del MiC – Ministero della Cultura e della Regione Lazio.

Sette ragazze di tredici anni, sette scene e sette monologhi fanno da cornice tematica a un dramma in cui l’unica costante è l’inaffidabilità delle giovani quando si tratta di ricordi e dichiarazioni.

COME TUTTE LE RAGAZZE LIBERE è una commedia sulla necessità di andarsene via per poter realizzare pienamente la propria sessualità, per essere in grado di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria vita.

C’è la cultura pop americana, Skype, Instagram.

Ci sono le nonne, la teoria critica e l’ambiente patriarcale di una piccola città. Attraverso i loro mezzi, le sette ragazze vogliono raccontarci tutto, tranne come sono rimaste effettivamente incinte durante una gita scolastica.

Il mistero aleggia denso su quest’opera teatrale che, con la sua necessità di sfidare le regole preconfezionate dalla società, prova a riscrivere i concetti di famiglia e di patriarcato, rendendo artefici di questa piccola rivoluzione culturale un gruppo di teenager.

Tanja Šljivar nasce a Banjaluka, SFR Jugoslavia nel 1988. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale in drammaturgia presso la Facoltà di Arti Drammatiche di Belgrado.

I suoi testi sono stati pubblicati, letti e sui palcoscenici in Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Serbia, Albania, Spagna, Polonia, Austria, Germania. È autrice anche di racconti, di trasmissioni radiofoniche, di sceneggiature per cortometraggi e testi di teoria del teatro.

Ha vinto diversi premi come drammaturga come il recente e prestigioso premio Sterija per la migliore opera teatrale contemporanea in Serbia, il premio di coproduzione del MESS per All adveturous women do in Bosnia.

Le sue opere sono state tradotte in circa dieci lingue.

Paola Rota lavora come attrice in teatro con vari registi, tra cui Gabriele Vacis, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Giampiero Solari, e in cinema con Carlo Mazzacurati, Matteo Garrone, Eugenio Cappuccio.

Inizia a frequentare i set di diversi film come dialogue coach e assistente, e comincia a occuparsi di casting con Mario Martone per Noi credevamo e Il giovane favoloso. Come Casting collabora inoltre con Roan Johnson, Dario Argento, Eugenio Cappuccio.

Lavora come regista in prosa dirigendo vari spettacoli prodotti dal Teatro Stabile di Torino, dalla Biennale di Venezia, dal Teatro dell’Elfo di Milano, dedicandosi soprattutto a testi di autori contemporanei.

Nel 2005 incontra Luca Ronconi alla Scuola di perfezionamento di regia di Santa Cristina di cui diventa regista collaboratrice in diversi spettacoli. Dal 2008 collabora con Mario Martone, lavora con lui in direzione al Teatro Stabile di Torino ed è suo aiuto regista per Operette Morali e Serata a Colono, Morte di Danton, e per diverse opere, tra cui Falstaff al Theatre des Champs Elisees di Parigi, Cavalleria Rusticana e Pagliacci alla Scala, Curlew River al Teatro dell’Opera di Roma, Fidelio.

È regista di Due Partite di Cristina Comencini, Winston versus Churchill con Giuseppe Battiston, Lingua Madre Mameloschn di Sascha Salzmann e di Illegal Helpers di Maxi Obexer all’interno del progetto Fabulamundi Playwriting Europe.

Riceviamo e pubblichiamo

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